Crisi dell’uva: confronto a Canicattì tra istituzioni e produttori agricoli - QdS

Crisi dell’uva: confronto a Canicattì tra istituzioni e produttori agricoli

redazione

Crisi dell’uva: confronto a Canicattì tra istituzioni e produttori agricoli

giovedì 18 Aprile 2019 - 00:00
Crisi dell’uva: confronto a Canicattì tra istituzioni e produttori agricoli

CANICATTÌ (AG) – Ha avuto luogo nei giorni scorsi, nei locali del Centro culturale San Domenico, in piazza Dante, l’assemblea straordinaria congiunta convocata per sollecitare l’approvazione della calamità cracking sull’uva da tavola campagna agraria 2018.

Hanno partecipato i sindaci del comprensorio uva da tavola Italia Igp di Canicattì e soci, i sindaci del comprensorio uva da tavola Italia Igp di Mazzarrone e soci, le associazioni di categoria, il deputato alla Camera, componente della Commissione Agricoltura, Dedalo Pignatone e il deputato regionale Giovanni Di Caro.

“Oggi – ha affermato il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura – abbiamo avuto ulteriore conferma su quanto il fenomeno del cracking sull’uva da tavola abbia messo in grave crisi il comparto agricolo, non solo canicattinese”.

“Questa iniziativa – ha aggiunto il primo cittadino – risulta particolarmente significativa, se non storica, proprio perché, per la prima volta, i consorzi Igp di Canicattì e di Mazzarrone hanno deciso di scendere in campo fianco a fianco coinvolgendo le Amministrazioni locali e, in prima persona i sindaci. Ciò che amareggia è che i produttori, ancora una volta, si vedono messi con le spalle al muro dalla burocrazia. Fenomeni come questo, non annoverabile tra le calamità assicurabili, di fatto hanno messo in difficoltà un intero settore, con danni certi per la campagna 2018 e timori fondati per la produzione 2019”.

“Auspichiamo – ha concluso Di Ventura – che vengano adottati interventi urgenti e venga riconosciuta quanto prima la calamità naturale affinché i produttori, non soltanto possano recuperare i danni subiti nella scorsa produzione, ma possano essere messi nelle condizioni di affrontare i costi della produzione attuale e futura. Ricordiamo che la coltivazione dell’uva da tavola nei due territori rappresenta una eccellenza non solo in Sicilia ma anche all’estero, ecco perché la questione merita la massima attenzione a ogni livello”.

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