Denaro e Consenso - QdS

Denaro e Consenso

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Denaro e Consenso

Giovanni Pizzo  |
sabato 21 Gennaio 2023 - 15:40

Passeremo ore di televisione, leggeremo milioni di post, sull’arresto del nuovo capo dei capi di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro.

Passeremo ore di televisione, leggeremo milioni di post, sull’arresto del nuovo capo dei capi di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. Due sono le cose certe. la prima non era il Capo del capi. Intanto la Cupola è un copyright palermitano e questo ruolo non può essere occupato da altre province. È un ruolo che si conquista con il sangue, altrui, che sa di potere militare, non di concorso di bellezza o di follower su Facebook. Matteo Messina Denaro, per quanto implicato nelle stragi di Cosa Nostra come mandante facente parte della Cupola, non è mai stato un capo militare, anche se si è battezzato con il fuoco. La seconda certezza è che trent’anni di latitanza, con uno Stato che si era ripreso da un lungo sonno, sono stati garantiti dal consenso che lui aveva sul suo territorio. È stato arrestato mentre con una faccia precisa al suo identikit circolava a pochi chilometri da casa sua, in mezzo alla gente, andando al bar ed in pizzeria. Si “nascondeva” in bella mostra, sicuro del suo appeal che emanava sul suo mandamento, il suo feudo.

Più che Messina era Denaro, dai soldi promanava il suo potere di influenza sul territorio trapanese. La sua era mafia finanziaria più che Cosa Nostra militare, che è morta con Riina. Da trent’anni è sparito in Sicilia il Banco omonimo, da trent’anni nessuno più finanzia l’impresa. Messina Denaro era di fatto una banca, una Banca Popolare, come la Banca del Popolo di Trapani, poi sparita, come la Banca Sicula in cui lavorava il fratello, che entrava in imprese piccole facendole diventare enormi, con effetto in tutto l’indotto. Lui non intimidiva con il terrore, tranne in casi mirati, lui si comprava il consenso della gente del suo territorio, la quale era portata nella peggiore delle ipotesi a farsi i fatti propri, non lo vedeva o si voltava dall’altro lato, pur riconoscendone le orme.

La vera sconfitta in questi decenni è la scomparsa di un sistema finanziario Siciliano sano che accompagni il tessuto imprenditoriale, perché la moneta cattiva scaccia la buona, soprattutto se quest’ultima sparisce, diceva Grisham. Se la moneta buona scompare, anzi raccoglie il denaro in loco e lo impiega al Nord, il Denaro di Messina diventa socialmente importante e ottiene consenso. E si vive nascosto in bella mostra.

Così è se vi pare.

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