La difficile situazione dell'acqua a Mazara del Vallo - QdS

La difficile situazione dell’acqua a Mazara del Vallo

Pietro Vultaggio

La difficile situazione dell’acqua a Mazara del Vallo

venerdì 15 Ottobre 2021 - 00:00

Duro botta e risposta tra il Comitato di Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali e il Primo Cittadino Salvatore Quinci che smentisce quanto affermato dal presidente Silvana Mannone

MAZARA DEL VALLO (TP) – A Mazara del Vallo, il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del territorio punta il dito contro l’alto valore dei nitrati nei pozzi di Ramisella e la discontinuità di erogazione in alcuni quartieri: “Nessuno dei due problemi è stato affrontato in modo serio e risolto in modo accettabile – scrive in una nota il presidente Silvana Mannone. Tramite le diverse segnalazioni è stato possibile verificare che nei quartieri Trasmazzaro e Tonnarella manca ripetutamente l’acqua, senza che l’amministrazione provveda utilizzando mezzi alternativi alle condotte insufficienti”.

Una situazione non sostenibile, ma lo è ancora di più per le verifiche di qualità, così Mannone incalza: “Il tasso di inquinamento da sostanze chimiche è aumentato, tant’è che l’amministrazione e il sindaco, per sollevarsi da ogni responsabilità, hanno ritenuto con loro provvedimento di diffidare i cittadini dei due quartieri a consumare e/o utilizzare per uso umano l’acqua. Nulla è stato più fatto”.
Una delle soluzioni prospettate dal Comitato riguarda il lago che passa nel sottosuolo, ma “questo mare d’acqua non viene razionalmente prelevato e distribuito ed è per sua costituzione privo di sostanze chimiche inquinanti”.

Il presidente fa anche riferimento ad alcuni comportamenti criminali, “alcune entità, che gestiscono la coltivazione di prodotti agricoli e/o la trasformazione industriale degli stessi, hanno causato il gravissimo inquinamento che è stato denunciato senza che le amministrazioni e in particolare quella mazarese provvedesse a limitare e individuare”.

Poi ancora il Comitato di Tutela fa notare diverse discrepanze: “L’amministrazione prima ha pensato e detto pubblicamente, tramite il Primo Cittadino, che avrebbe risolto il problema dell’inquinamento fornendo nell’immediatezza acqua potabile con Siciliacque, ma successivamente è stato detto che si sarebbe installato un potabilizzatore ad osmosi inversa da collocare in prossimità dei pozzi. Poi ancora, durante il consiglio comunale del 27.04.2021, è stata annunciata la concessione di incarico, con bando pubblico, ad un ingegnere veneto per la progettazione di un potabilizzatore a scambio ionico. Progetto presentato con un costo pari a circa 50 mila euro, ma allo stato attuale non ha, a quanto pare, prodotto alcun risultato. Vista la confusione e l’incapacità, si conferma che questa amministrazione è inadeguata, priva di idee e di progetti che dovrebbero disegnare il futuro della nostra città”.

Il sindaco Salvatore Quinci non si è sottratto ad una risposta, che ha inviato a diverse testate locali: “Vengono elencate una serie di critiche totalmente infondate, talvolta palesemente false, e affermazioni che manifestano una totale ignoranza sui temi posti ma soprattutto sulle procedure amministrative delle P.A.. Troppo facile scrivere una nota stampa, bastano pochi minuti. Altro è affrontare e provare a risolvere problemi tramite risorse, competenze, studi approfonditi, capacità operative e una visione ampia dello sviluppo del nostro territorio”.

Quinci va al sodo: “La questione dei nitrati nell’acqua erogata ai quartieri Trasmazaro e Tonnarella risale al 2004, viene risolta subito con un metodo temporaneo (la cosiddetta miscelazione di acque con diversi contenuti di nitrati pur di rimanere sotto la soglia consentita dalla norma), ma si comprende bene che con il tempo il valore complessivo dei nitrati presenti nei pozzi aumenta in modo continuo fino a non consentire più l’erogazione nemmeno con la miscelazione. è il 23 Novembre 2020, emetto una ordinanza di non potabilità e ci attiviamo da subito per trovare la soluzione più veloce, che viene trovata in un denitrificatore dal costo di circa 800.000 euro. In tempi rapidissimi si approvano il piano annuale delle opere ed il bilancio di previsione, per la prima volta entro i termini previsti (28 aprile 2021), procedendo poi all’incarico per la progettazione definitiva, che ad oggi è stata già consegnata con tutti i pareri favorevoli degli enti che devono autorizzare e portata presso la commissione Bilancio della Regione Sicilia dove è stata approvata una linea di finanziamento che attende il definitivo passaggio in Giunta Regionale. Sta per essere bandita la gara per la realizzazione”.

Sulle discrepanze evidenziate dal Comitato, Quinci risponde: “Il denitrificatore è la soluzione più veloce vista l’esigenza, ma la soluzione poi potrà venire da una condotta che Sicilacque ha progettato di realizzare nei prossimi anni. Invito i componenti del Comitato ad ascoltare con attenzione i miei interventi. La critica poi sui controlli per stabilire i responsabili dell’alto tasso di nitrati nelle acque risulta altresì paradossale, sono altri gli enti competenti. Approfitto invece per dire che abbiamo una occasione unica da sfruttare, la predisposizione del Nuovo Piano d’Ambito dell’ATI idrico della Provincia di Trapani al quale stiamo lavorando e che entro il 2021 dovrà essere completato. è uno strumento utile per realizzare il progetto di una nuova rete idrica unica per la città, per realizzare un nuovo sistema di pozzi e per la messa in sicurezza del sistema esistente”.

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