Dipendenti pubblici, in otto anni 16.400 in meno - QdS

Dipendenti pubblici, in otto anni 16.400 in meno

Serena Giovanna Grasso

Dipendenti pubblici, in otto anni 16.400 in meno

sabato 03 Agosto 2019 - 05:00
Dipendenti pubblici, in otto anni 16.400 in meno

Confindustria-Srm: nell’Isola si è passati dalle 289.143 unità del 2009 alle 272.743 del 2017 (-5,7%, in Italia riduzione del 4,3%). Scuola, autonomie locali, Ssn e contratto Regione Sicilia sono le forme contrattuali con il più alto numero di addetti

PALERMO – Il personale della pubblica amministrazione è spesso al centro del dibattito quando si parla di lotta agli sprechi e razionalizzazione della spesa pubblica, dibattito che vorrebbe un maggiore efficientamento delle prestazioni e spesso e volentieri anche un taglio degli addetti. Tra il 2009 e il 2017 la riduzione tanto auspicata si è realizzata: infatti, il numero di dipendenti pubblici in Sicilia è diminuito in maggior misura rispetto a quanto è avvenuto nel resto del Paese.

Secondo i dati contenuti all’interno del rapporto Check-Up Mezzogiorno, recentemente pubblicato da Confindustria e Srm (Studi e ricerche per il Mezzogiorno), nel 2017 il numero di dipendenti della pubblica amministrazione nell’Isola è stato pari a 272.743, ovvero il 5,7% in meno rispetto ai 289.143 contati nel 2009 (-16.400 unità; mentre a livello nazionale si è passati dalle 3.362.319 unità del 2009 alle 3.219.290 del 2017, pari al 4,3% in meno).

Scuola, autonomie locali, servizio sanitario nazionale, contratto Regione Sicilia e Corpi di Polizia costituiscono le cinque forme contrattuali che nell’Isola contano il maggior numero di dipendenti. In particolare, all’interno del comparto della scuola è impiegato oltre un terzo dei dipendenti pubblici complessivi (100.658), composti per i tre quarti da donne (73.891) e per il restante quarto da uomini (26.767).

Si osserva il medesimo andamento in tutte le regioni meridionali, in cui il numero di dipendenti è diminuito in misura pari al 7,4%, contro la contrazione pari al 2,5% osservabile nelle regioni centro-settentrionali. In valori assoluti, tra il 2009 e il 2017, il numero di dipendenti pubblici nel Mezzogiorno è diminuito di quasi 90 mila unità, di cui oltre un terzo nella sola Campania (-34 mila unità, pari al -10,9%).

Oltre che in Campania, le riduzioni percentuali più consistenti si osservano in Molise (-12%, da 20.846 a 18.345) e Puglia (-9,6%, da 227.700 a 205.885). Mentre in Sardegna, negli otto anni considerati la situazione si è mantenuta pressoché stazionaria: infatti, la variazione negativa è stata pari allo 0,1% e si è passati dai 109.230 dipendenti pubblici del 2009 ai 109.123 del 2017.

Nonostante queste riduzioni tanto marcate, in Sicilia l’incidenza percentuale di dipendenti pubblici sulla forza lavoro si mantiene elevata, più alta di quanto non avvenga a livello nazionale: infatti, nell’Isola i soggetti alle dipendenze della pubblica amministrazione rappresentano il 15,8% della forza lavoro; mentre a livello nazionale tale incidenza resta ferma al 12,6%. In Calabria (17%) e Sardegna (16,3%) è possibile osservare incidenze ancora più elevate rispetto a quella siciliana.

Mentre appare in linea con la media nazionale il numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione: infatti, in questo caso, l’incidenza percentuale in Sicilia è pari al 5,3%, contro il 5,4% osservato mediamente a livello nazionale. Un’incidenza nettamente superiore si osserva in Sardegna (6,6%), Basilicata e Molise (entrambe le regioni con un’incidenza pari al 5,9%). Mentre i valori più contenuti si osservano in Campania (4,8%) e Puglia (5,1%).

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