Disoccupazione in agricoltura, Sicilia suo malgrado protagonista in negativo - QdS

Disoccupazione in agricoltura, Sicilia suo malgrado protagonista in negativo

Michele Giuliano

Disoccupazione in agricoltura, Sicilia suo malgrado protagonista in negativo

giovedì 24 Novembre 2022 - 05:30

Osservatorio Inps: il costo è pesato per 361 milioni ma il trend è in diminuzione ormai da anni. 111 mila i beneficiari nel 2020 su un totale nazionale di 544 mila, in pratica il 20%

PALERMO – Sono quasi 361 i milioni di euro di indennizzi di disoccupazione nel settore agricolo nel 2020 in Sicilia, per un totale di oltre 13 milioni di giornate pagate e 111.250 beneficiari. Cifre esorbitanti che vengono fuori dall’Osservatorio Inps che, sebbene segnino una relativa diminuzione rispetto agli anni passati, rappresentano comunque, una fetta troppo ampia del totale italiano.

A livello nazionale, infatti, i dati dell’Inps parlano di un indennizzo totale di 1 miliardo e 700 milioni. In percentuale, i numeri siciliani rappresentano ben il 21% del totale, e la stessa cosa succede se si guarda ai numeri dal punto di vista dei beneficiari e delle giornate indennizzate.
A livello italiano, infatti, sono stati 544.433 i beneficiari e 64 milioni e mezzo le giornate indennizzate. Se si guarda ai dati dal punto di vista del genere, gli uomini scavalcano ampiamente le donne: sono ben 85.701 i beneficiari di sesso maschile, contro 25.549 donne.
Ben lontani dalle percentuali nazionali: se sull’isola le donne sono soltanto un terzo rispetto ai colleghi uomini, nella penisola la percentuale sale a ben il 62%.

Negli ultimi anni nell’Isola i dati sono stati altalenanti: in crescita fino al 2019, a partire dal 2016, quando sono stati distribuiti 351 milioni di euro, arrivati a 367 milioni e mezzo nel 2019, seguendo lo stesso andamento registrato a livello nazionale. Proprio nel 2020 è stato introdotto l’articolo 22 del decreto n.18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020 che dispone che, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, definisce come i periodi di cassa integrazione in deroga sono utili ai fini del calcolo dell’indennità di disoccupazione agricola. In tal modo hanno potuto fruirne gli operai a tempo determinato, iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli per l’anno di competenza della prestazione e gli operai agricoli a tempo indeterminato che sono stati assunti o licenziati nel corso dell’anno cui l’indennità si riferisce. In tal modo, l’Inps ha comunicato come, per l’accesso alla disoccupazione agricola 2020 e per il calcolo dell’indennità sia stato richiesto che gli operai agricoli a tempo determinato risultino effettivamente iscritti per almeno un giorno negli appositi elenchi riferiti al 2020.

A quelli a tempo indeterminato, assunti o licenziati nel 2020, per l’accesso alla disoccupazione agricola è stato richiesto almeno un giorno di lavoro effettivo svolto nel 2020. L’indennità di disoccupazione agricola è erogata per un numero di giornate pari a quelle lavorate nell’anno di competenza della prestazione entro il limite delle 365 giornate, dal quale sono detratti i periodi di lavoro agricolo e non agricolo dipendente e autonomo, le giornate indennizzate ad altro titolo (malattia, maternità o infortunio, cassa integrazione) e quelle non indennizzabili (espatrio definitivo).
L’incremento delle giornate di lavoro ottenuto sommando i periodi di integrazione salariale a quelli di lavoro effettivo, determina un beneficio in termini di giornate indennizzabili per disoccupazione agricola solo per i lavoratori in relazione ai quali la predetta somma non superi per il 2020 il limite delle 183 giornate.

Per gli operai agricoli a tempo determinato e figure equiparate l’importo erogato a titolo di disoccupazione agricola è pari al 40% della retribuzione. A titolo di contributo di solidarietà dall’importo così calcolato viene detratto il 9% dell’indennità giornaliera per ogni giornata di disoccupazione erogata, fino a un massimo di 150 giorni.
Agli operai agricoli a tempo indeterminato l’indennità spetta in misura pari al 30% della retribuzione effettiva, perché non si applica trattenuta a titolo di contributo di solidarietà.

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