Dopo la pandemia boom di trapianti a Catania - QdS

Dopo la pandemia boom di trapianti a Catania

redazione

Dopo la pandemia boom di trapianti a Catania

Giuseppe Bonaccorsi  |
sabato 21 Gennaio 2023 - 09:40

Il professore Pierfrancesco Veroux, direttore del Centro trapianti etneo, al QdS: “A gennaio cinque interventi in cinque giorni, questo risultato segna la fine di un blackout lungo due anni”

CATANIA – Cinque trapianti in cinque giorni, quattro di rene e uno di utero su una trentenne toscana. Questo il record in pochissimo tempo del dipartimento trapianti, reparto del Policlinico universitario di Catania, che segna la fine della pandemia e la ripresa delle attività tradizionali che fanno ben sperare per il futuro di moltissimi pazienti. Soddisfatto anche il professore Pierfrancesco Veroux, direttore del centro trapianti, che vede positivamente il ritorno delle donazioni dopo un periodo lunghissimo di blackout. “L’aumento delle donazioni – esordisce il professore – ha un significato ben preciso. Si spiega con il ritorno nelle nostre rianimazioni dei pazienti non Covid e con la ripresa conseguente degli espianti che in questi ultimi due anni erano stati praticamente pari a zero”.

Ma allora, durante la pandemia, non avete effettuato espianti e trapianti?
“Dal 2020 assolutamente no, eccetto qualche eccezione. Per diversi motivi. Il primo è stato il divieto assoluto di espiantare organi da soggetti deceduti nelle terapie intensive per il Covid, provvedimento disposto dal ministero della Salute per evitare ulteriori infezioni. Da allora ci siamo fermati. Solo nell’anno successivo, il 2021, sempre il ministero ha disposto la ripresa degli espianti da pazienti infetti soltanto nei casi urgenti, quando un organo avrebbe potuto salvare una vita”.

Quindi siete rimasti fermi per molto tempo.
“Abbiamo subito una paralisi lunga quasi due anni e soltanto adesso stiamo rivedendo la luce. E difatti le donazioni sono tornate al trend precedente alla pandemia. Questo ci ha permesso di effettuare nell’ultimo mese, in cinque giorni, ben cinque trapianti. E le previsioni sono rosee rispetto al recente passato perché c’è da prevedere che le autorizzazioni alla donazione degli organi aumenteranno”.

Per quale motivo? C’è un aumento delle donazioni dovuto a una maggiore sensibilizzazione della popolazione siciliana?
“Si tratta solo di una spiegazione tecnica. A causa della pandemia negli ultimi due anni i posti letto nelle nostre rianimazioni sono aumentati di un numero consistente, come disposto dal precedente Governo regionale. Questa decisione è stata presa per far fronte all’ondata di infezioni polmonari gravi, ma anche per garantire un posto nelle intensive a chi veniva ricoverato per altre patologie gravi. Questo sta a significare che oggi ci sono in Sicilia molte più possibilità di ricoverare in questi reparti pazienti molto gravi, che per sfortuna talvolta muoiono. A questo punto scatta l’autorizzazione dei parenti alla donazione degli organi. Quindi più posti ci sono nelle rianimazioni dell’Isola, più cresce la possibilità di avere organi da trapiantare”.

Quanti pazienti avete in lista d’attesa per un trapianto di rene?
“Oltre 150, un numero consistente. Purtroppo negli ultimi due anni il dato è salito sensibilmente e ci sono difficoltà a soddisfare tutte queste richieste”

Prima della pandemia quanti pazienti avevate in attesa di trapianto?
“Un centinaio”.

Come sta la trentenne toscana recentemente sottoposta a trapianto di utero?
“Sta molto bene. Molto probabilmente la prossima settimana rientrerà a casa”.

Insieme al ginecologo professore Scollo, direttore del dipartimento di Ginecologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, siete stati in primi in Italia a fare questo genere di trapianti.
“Il centro trapianti di Catania è l’unico polo italiano ad avere avuto l’autorizzazione dell’Istituto superiore della Sanità per questo genere di interventi. E abbiamo già una decina di giovani pazienti in lista d’attesa, che provengono da ogni parte d’Italia. Il nostro centro è tra i cinque al mondo che effettuano questi trapianti innovativi. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo già avuto risultati sorprendenti. La prima donna trapiantata, pochi mesi fa ha dato alla luce una bellissima bambina grazie alla fecondazione assistita e solo qualche giorno fa la seconda trapiantata ha iniziato le procedure sanitarie per la procreazioneassistita. Se tutto procederà per il verso giusto tra un anno anche la donna toscana potrà sottoporsi al ciclo sotto la supervisione del collega professore Scollo”.

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