E-commerce, i consigli contro i truffatori del web - QdS

E-commerce, i consigli contro i truffatori del web

redazione

E-commerce, i consigli contro i truffatori del web

sabato 12 Novembre 2022 - 05:44

ROMA – “Bene, ottima notizia. Non è accettabile e lecito nascondere fin dall’inizio del processo di acquisto, quando avviene l’aggancio iniziale del consumatore, tutti i prezzi che si devono complessivamente pagare per acquisire un bene o un servizio, perché in tal modo si altera il processo decisionale del consumatore, inducendolo ad assumere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe preso”.

È Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, a commentare così l’annuncio dell’Antitrust di avere concluso un’istruttoria nei confronti della società Vinted Uab irrogando una sanzione di 1,5 milioni di euro per “modalità scorrette di promozione della piattaforma di compravendita www.vinted.it”.

Dona rileva che “le condanne dell’Antitrust oramai sono innumerevoli, dalle compagnie aeree che non inserivano le tasse aeroportuali o eventuali supplementi bagaglio nel prezzo del biglietto ai siti on line che non inserivano le spese postali”.

“Il mercato dell’usato online – prosegue Dona – è in continua crescita, trainato dagli acquisti fatti durante il lockdown. Il mercato C2C, ossia gli scambi tra consumatore e consumatore, sembra non conoscere battute d’arresto. Le ragioni per cui ci si rivolge a queste piattaforme sono diverse: c’è chi vuole acquistare usato per testare un prodotto senza fare un eccessivo investimento e chi vuole disfarsi di oggetti superflui, senza doverli gettare. Sta di fatto che le compravendite online sono sempre più gettonate, non solo tra i giovanissimi ma anche tra i così detti ‘immigrati digitali’. Bisogna stare attenti, però alle fregature”.

I trucchetti più usati dai truffatori

E così, per aiutare i consumatori, l’Unc ricorda alcuni dei trucchetti più usati dai malintenzionati: “il prodotto sembra esistere ma… non esiste. Il truffatore pubblica un’inserzione per la vendita di un prodotto, con foto rubate a un annuncio reale. Un ignaro acquirente viene attratto e lo acquista. Prima della spedizione, il truffatore gli chiede di pagare ricaricando la propria carta prepagata. L’acquirente procede, ma non riceverà mai nulla. E ancora. La restituzione di una ‘patacca’. Il truffatore acquista un gioiello prezioso; una volta ricevuto, dice però che non è conforme alla descrizione e lo restituisce. Peccato che quello che rimanda indietro non è lo stesso gioiello e anzi è una vera e propria ‘patacca’, di scarsissimo valore. Per le politiche di reso del sito, riceve però il rimborso dell’oggetto e ha anche guadagnato un gioiello di valore”.

L’Unc sottolinea inoltre altri trucchetti

“Prendiamo tre personaggi fittizi: Greta, Roberto e Michela. Il truffatore Roberto – spiega l’associazione – mette l’annuncio per un pc usato a 1.000 euro, rubando le foto a un’inserzione reale. Michela ne viene attratta e lo acquista. Roberto acquista allora da un altro venditore, Greta, lo stesso modello di pc, ma al prezzo inferiore di 950 euro perché magari presenta più segni di usura. A quel punto il truffatore Roberto indica al suo venditore Greta l’indirizzo di Michela per la spedizione, fingendo sia il suo. Michela riceverà dunque il pc di Greta e, dato che è simile a quello da 1.000 euro per cui aveva scritto a Roberto, potrebbe non accorgersi della differenza. Roberto avrà quindi guadagnato 50 euro che è il margine di spesa tra i soldi versati e quelli ricevuti”.

C’è poi anche “Il phishing ‘sottotraccia’

L’utente – spiega sempre l’Unc – riceve una mail o un sms apparentemente proveniente dalla propria banca, con tanto di logo e layout tipico dell’istituto bancario, tanto da farli sembrare ufficiali. Il destinatario della comunicazione viene invitato a collegarsi tramite un link ad un sito Internet simile a quello della banca e ad inserirvi le proprie informazioni riservate. Grazie ai dati ottenuti, il truffatore potrà effettuare transazioni bancarie a nome della vittima o sfruttare la sua carta di credito. Esempio: Carlo mette in vendita su un sito un prodotto usato, lasciando anche il proprio recapito telefonico. Il malintenzionato Giacomo, a caccia di inserzioni, finge di essere il sito di annunci e manda un sms a Carlo, in cui lo invita a collegarsi a un link per aggiungere ad esempio i dati della sua carta di credito. Dati che poi saranno riutilizzati da Giacomo per i suoi biechi scopi”.

Visto lo scenario, l’Unc dedica ai consumatori sei consigli per tenere alla larga i truffatori.

  • Primo: scegli gli annunci più strutturati, cioè se un annuncio ti sembra dia poche informazioni, chiedine di più al venditore. E se tentenna, diffidane.
  • Secondo: chiedi più foto, se le foto del prodotto sono troppo belle per essere vere, chiedine altre al venditore. Se dice che non può, orienta l’attenzione su un altro annuncio.
  • Terzo: diffida dal prezzo troppo basso perché se un oggetto costa troppo poco, non sempre è un affare. Confrontalo con il prezzo di mercato per toglierti ogni sospetto.
  • L’Unc infine consiglia ancora di proteggere i dati e e di non fornire mai dati eccedenti rispetto a quelli necessari alla compravendita. Codici pin o password personali non sono necessari.
  • Inoltre scegli lo scambio a mano o metodi di pagamento tracciabili, per il pagamento, ricorda che carta ricaricabile o vaglia non consentono alla Polizia Postale di risalire ai truffatori. Prediligi dunque lo scambio a mano per accertarti che le caratteristiche del prodotto corrispondano alla descrizione, potendo, in caso contrario, rinunciare all’acquisto. Se lo scambio a mano non fosse disponibile, scegli strumenti di pagamento tracciabili”.
  • Infine l’Unc suggerisce al consumatore di dubitare di venditori che vogliono essere contattati al di fuori della piattaforma di annunci, contatta il venditore solo attraverso il servizio di messaggistica o e-mail offerto dal sito di compravendita”.

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