Elezioni anticipate, Meloni e Salvini ora vanno all'attacco - QdS

Elezioni anticipate, Meloni e Salvini ora vanno all’attacco

redazione web

Elezioni anticipate, Meloni e Salvini ora vanno all’attacco

lunedì 08 Novembre 2021 - 07:34

La leader di FdI, "Prima si vota meglio è". Salvini, nonostante continui a osannare Draghi, si dice pronto. E propone le primarie del centrodestra per le Amministrative 2022. A cominciare da Palermo

Grandi manovre nella destra del centrodestra riguardo alle elezioni, anche anticipate.

Dopo lo smacco delle ultime amministrative, la Lega è andata ancora una volta dietro a Fratelli d’Italia e ha proposto le primarie del centrodestra per scegliere sindaci “condivisi”.
Matteo Salvini, propugnatore della Federazione del centrodestra, che ha chiesto, per evitare di ripetere gli errori del tre ottobre, di trovare i nomi dei candidati entro l’autunno.
In particolare per importanti città come Palermo, Como e Lucca.

Ma Salvini, sempre seguendo la Meloni, è andato all’attacco anche su un altro tema: le elezioni anticipate.

La politica è ondivaga per definizione e che il capo della Lega non fosse un campione di coerenza lo avevano compreso in tanti, ma dopo tutti gli osanna a Mario Draghi ha stupito un po’ che il segretario della Lega si sia espresso per elezioni anticipate.

“La Lega è pronta ad andare al voto per le politiche in qualsiasi momento”, hanno annunciato ieri fonti del Carroccio appena mezz’ora dopo che Giorgia Meloni, in tv, aveva ribadito la sua convinzione che si debba andare a elezioni anticipate affermando, a proposito di Salvini, “lui sa benissimo come la penso e non so perché abbia cambiato idea rispetto a prima”.
La Lega, a sorpresa, ha risposto di non temere le urne, anche se fosse necessario votare a breve, anche se questa strada sarebbe “difficile” percorrere concretamente.

Il Carroccio sottolinea “il timore del Segretario che molti parlamentari, a partire dai 5 Stelle, faranno di tutto per evitare le elezioni anticipate” per non perdere la poltrona, a rischio dopo la riforma del numero degli eletti che scatterà con la nuova legislatura.

Insomma, nella Lega è tutto un “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”: da una parte le dichiarazioni di Salvini che magnificano Draghi, dall’altra quelle del numero due del Carroccio, il ministro Giancarlo Giorgetti, che aveva parlato di “un semipresidenzialismo de facto” con l’ex governatore di Bankitalia al Quirinale e che “potrebbe guidare il convoglio anche da fuori”.

Su Draghi nuovo Capo dello Stato, Salvini aveva detto un po’ sibillino: “Non so se voglia andarci. Anche se ci andasse, non credo che ci sarebbero le elezioni anticipate”.

Ma era stato prima.

Ora di elezioni anticipate, Salvini è tornato a parlare.

Poi, domani, chissà…

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