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Emancipazione della donna

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Emancipazione della donna

sabato 24 Aprile 2021 - 00:00

Molti sono concordi nel ritenere che l’emancipazione della donna sia un traguardo ancora da raggiungere

Nessuno oggi mette più in dubbio il principio della “parità” sociale tra l’uomo e la donna, ma nonostante ciò, molti sono concordi nel ritenere che l’emancipazione della donna sia un traguardo ancora da raggiungere, perché la donna non ricopre gli stessi ruoli che l’uomo detiene all’interno della società. Anche Papa Francesco, nell’Enciclica “Fratelli tutti” al n° 23, afferma: “…l’organizzazione delle società in tutto il mondo è ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignità e identici diritti degli uomini… doppiamente povere sono le donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perché spesso si trovano con minori possibilità di difendere i loro diritti”.

Desidero precisare che l’uomo e la donna sono pari nella “dignità”, principio questo espresso in modo stupendo nel Libro della Genesi (Gn 2,21-22), allorquando Dio formò una donna con la “costola” che aveva tolto ad Adamo. L’uomo e la donna “pari” sono, nel senso che appartengono alla stessa natura umana, fatti della stessa realtà e dotati della stessa dignità, ma non identici. Per la propria specificità, l’uomo e la donna si completano a vicenda nelle funzioni familiari e sociali, all’interno delle varie culture antropologiche: l’uomo ha determinati compiti, la donna ne ha altri. Il compito della donna, infatti, non è quello di “scimmiottare” l’uomo, pretendendo di fare nella società tutto quello che fa l’uomo, ma di riscoprire la propria identità nella diversità, nella complementarietà, in base alle proprie caratteristiche umane e capacità culturali. È ridicolo quando si parla di riservare alle donne la cosiddetta “quota rosa” in alcune Istituzioni, come in politica: la donna può e deve conquistarsi un suo ruolo nella società per le proprie competenze e capacità intellettuali e non per una “raccomandazione legislativa” o di diritto. Penso che questo criterio dovrebbe, comunque, valere per tutti, uomini e donne, senza alcuna discriminazione.

Chi è più “forte” tra l’uomo e la donna? Dal punto di vista fisico la risposta è scontata, ma non è così per tanti altri aspetti. Esempio: chi sopporta e sa gestire meglio il dolore, la sofferenza e la morte? Chi sa districarsi con più pazienza e meno ansia, nelle faccende familiari? Non vi è alcun dubbio che la donna emotivamente è più “forte” dell’uomo sia in queste che in tante altre situazioni della vita quotidiana. L’uomo, come si suole dire, talvolta “annega in un bicchier d’acqua”, rivelandosi così più “debole” della donna. Per questo motivo la donna oggi è chiamata ad “aiutare” l’uomo in ogni realtà ed espressione della vita sociale. Ancora una volta voglio citare il Libro della Genesi, quando Dio, vedendo la solitudine dell’uomo, afferma: “Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”(Gn 2,18). È l’uomo che ha bisogno di “aiuto”, scoprendosi non autosufficiente: è la donna questo “aiuto” fondamentale, indispensabile per l’uomo di ogni tempo e di ogni cultura.

Se le donne oggi, con saggezza, pazienza e soprattutto con amore, mettessero in pratica questa “peculiarità” fondamentale che la Parola di Dio conferisce loro, penso che potrebbero essere presenti in modo più incisivo in tutti gli ambiti lavorativi e istituzionali. Chi meglio della donna, da cui noi tutti, maschi e femmine siamo stati partoriti, può comprendere e farsi carico dei bisogni della società in ogni epoca storica: solo una donna, che è stata mamma soprattutto nella sofferenza, può amare questa famiglia umana che è il mondo intero e guidarla verso un armonico sviluppo. Papa Francesco, nell’Enciclica “Fratelli tutti” al n° 31, afferma: “La tecnologia fa progressi continui, ma “come sarebbe bello se alla crescita delle innovazioni scientifiche e tecnologiche corrispondesse anche una maggiore equità e inclusione sociale! Come sarebbe bello se, mentre scopriamo nuovi pianeti lontani, riscoprissimo i bisogni del fratello e della sorella che mi orbitano attorno!”. Ebbene, la donna questa sfida sembra averla già accolta!

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