Energia rinnovabile a Messina... dalle onde dello Stretto - QdS

Energia rinnovabile a Messina… dalle onde dello Stretto

Rosario Battiato

Energia rinnovabile a Messina… dalle onde dello Stretto

giovedì 08 Agosto 2019

Secondo l’Enea il sito peloritano è il più promettente del Mediterraneo insieme a Gibilterra. Sfruttando le maree “La produzione potrebbe arrivare a soddisfare l’intero fabbisogno cittadino”

PALERMO – Due progetti targati Enea per misurare e stimare l’energia dal mare, una fonte rinnovabile che proprio dalla parti siciliane, in particolare nello Stretto di Messina, potrebbe avere uno dei “giacimenti” maggiori, al punto da poter potenzialmente soddisfare le esigenze energetiche del capoluogo peloritano.

ENERGIA DALLE MAREE
L’energia marina è quell’energia presente nei mari e negli oceani. Per sfruttarla, considerando che si basa sul movimento dell’acqua ed è quindi da definirsi a tutti gli effetti come rinnovabile, esistono diverse modalità che si basano sul principio di sfruttamento del movimento di correnti, onde o maree che di fatto permettono di ricavare energia meccanica che poi si può trasformare in energia elettrica.

COME MISURARE LE ONDE E LE CORRENTI
L’Enea ha definito due modelli innovativi in grado di effettuare delle previsioni ad alta risoluzione di onde e correnti di marea nel Mediterraneo, consentendo di fatto la possibilità di stimare la produzione di energia dal mare. Si tratta di Mito, che è in grado di fornire previsioni su temperatura, salinità e velocità delle correnti marine con un dettaglio spaziale che va da 2 km fino a poche centinaia di metri, e di Waves, il sistema di previsione delle onde che garantisce una risoluzione fino a 800 metri in aree marine e costiere ad alto potenziale energetico. “Entrambi i modelli – si legge in una nota dell’Agenzia nazionale – utilizzano il super computer di Enea ‘Cresco6’ da 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo”.

LE AREE COL MAGGIORE POTENZIALE: C’È ANCHE IL CANALE DI SICILIA
Il Mediterraneo è un mare ad alto potenziale, lo rivela Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio Enea di Modellistica Climatica e Impatti, che ha spiegato come “nel Mediterraneo le aree con il più alto potenziale di energia dalle onde sono le coste occidentali della Sardegna e della Corsica, ma anche il Canale di Sicilia e le aree costiere di Algeria e Tunisia, dove il flusso medio di energia oscilla tra i 10 e i 13 kW/m”. In particolare, rileva il tecnico Enea, oltre alle “onde nel nostro modello ora abbiamo introdotto una novità: abbiamo incluso le maree locali e quelle trasmesse dall’Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra”, un passaggio che permetterà di “conoscere più in dettaglio lo stato del mare e della sua circolazione per migliorare le nostre previsioni sulla produzione di energia e per misurare l’impatto su alcuni settori economici come quello del turismo, dei trasporti e del commercio marittimo”.

L’ESTRAZIONE È PIÙ FACILE NELLO STRETTO DI MESSINA
L’ Enea conferma che la Sicilia gode di un ulteriore fonte energetica rinnovabile da sfruttare e ancora dormiente. I tecnici sostengono infatti che “può essere ‘estratta’ principalmente nello Stretto di Messina” che, insieme allo Stretto di Gibilterra, condivide il primato di sito più promettente del Mediterraneo: “grazie allo sfruttamento delle sue correnti che raggiungono velocità superiore a 2 metri al secondo – si legge nel documento –, la produzione di energia potrebbe arrivare a 125 GW/h l’anno, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di città come la stessa Messina”.

UNA FONTE IN CERCA DI NUMERI
In Europa, secondo i numeri diffusi dall’ Enea, sono ancora installati pochi poche decine di Mw di impianti sperimentali per la produzione di energia dal mare, anche se si prevede, entro il 2050, la copertura del 10% del fabbisogno energetico dell’Unione europea da questa nuova fonte di energia grazie a una produzione di “100GW che permetterà di fornire energia elettrica a 76milioni di famiglie e di evitare l’immissione in atmosfera di 276 milioni di tonnellate di CO2 l’anno”. C’è un grande progetto di sviluppo che la Commissione Ue ha finanziato con 1 miliardo di euro, si tratta del progetto “OceanSet” con la collaborazione di 8 partner Ue, tra cui anche Enea.

ITALIA ALL’AVANGUARDIA
Nel Mediterraneo l’Italia rappresenta il Paese più “all’avanguardia sul fronte tecnologico”, infatti “diversi dispositivi sono oggi in fase di sperimentazione avanzata; la maggior parte di questi prototipi sono stati progettati per sfruttare appieno il ‘giacimento’ energetico del Mediterraneo, dove le onde sono di piccola altezza e alta frequenza, e per rispettare il suo delicato ecosistema marino”, ha concluso Sannino.

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