Termovalorizzatori, Cantarella, “ne vorremmo uno a Catania” - QdS

Termovalorizzatori, Cantarella, “ne vorremmo uno a Catania”

Desiree Miranda

Termovalorizzatori, Cantarella, “ne vorremmo uno a Catania”

martedì 16 Giugno 2020 - 00:00
Termovalorizzatori,  Cantarella, “ne vorremmo uno a Catania”

Questo il parere dell'assessore comunale all'ecologia, della Lega Nord. Respinta dal Consiglio comunale la mozione del Movimento cinque stelle che si opponeva al rigassificatore proposto dalla Sicula Trasporti. Ciancio, "basta impianti a impatto pubblico e guadagno privato"

CATANIA – L’inchiesta sulla Sicula trasporti, la più grande discarica di rifiuti in Sicilia, ha riacceso anche in provincia di Catania il dibattito sulla necessità di dotarsi di un’impiantistica adeguata, sia per fermare l’inquinamento dei territori di Motta e Misterbianco e sia per ridurre la Tari, che nella città dell’elefante costa in media 500 euro, il triplo di quanto paga un cittadino di Bolzano.

La discussione è arrivata fino in Consiglio comunale, dove il Movimento cinque stelle aveva presentato una mozione per bloccare la costruzione di un “gassificatore”, tra l’altro proposto proprio dalla società di Antonello Leonardi, arrestato nell’ambito dell’operazione “Mazzetta sicula”. Mozione respinta dalla maggioranza.

“Le istituzioni a tutti i livelli – spiega la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Gianina Ciancio – dovrebbero collaborare per evitare che si realizzino impianti a impatto pubblico, ma con guadagno privato. In Regione abbiamo presentato anche una mozione che impegna il governo ad evitare con ogni mezzo la realizzazione di un impianto del genere. Parlare di inceneritori oggi, quando la Sicilia è ben lontana dal raggiungimento della percentuale minima del 65% di raccolta differenziata, è anacronistico”.

Ma se i cinque stelle non sono d’accordo con questo sistema è diversa la posizione dell’amministrazione catanese. Sia per il termovalorizzatore in sé che per la valutazione politica del progetto. “Il mio partito è pro termovalorizzatori e se fosse per me ne farei uno in ogni provincia come al Nord. Sono sicuri, inquinano meno delle discariche e producono energia. Da quelle parti si pagano bollette irrisorie e così si chiude davvero il ciclo dei rifiuti”, afferma l’assessore all’ecologia del comune di Catania, Fabio Cantarella.

“Anche il sindaco Salvo Pogliese si è espresso favorevolmente in più occasioni”, aggiunge. Per quanto riguarda il progetto della Sicula trasporti per un termovalorizzatore, Cantarella afferma che “decidono le normative regionali e poi quelle urbanistiche comunali. È tutta una questione di tecnici. Di certo – aggiunge – in Sicilia abbiamo una grande carenza di impianti per i rifiuti tanto che alla discarica oggetto di indagine smaltiscono oltre 200 Comuni siciliani”. Il progetto, però, è in alto mare. “La politica entrerà dopo. Sono parecchie le documentazioni richieste da parte della Conferenza dei servizi. Se non dovessero arrivare, sarà la stessa a dare il diniego. È tutto da vedere”.

Sul tavolo del Comune ci sono poi altri due progetti per il compostaggio. Uno è privato e l’altro pubblico. Il primo è promosso dalla Rem, che aspetta solo l’autorizzazione unica ambientale da parte della Regione per avviare i lavori. Sorgerà nell’ex mattatoio di contrada Passo Martino. Il secondo è per la gestione anaerobica dei rifiuti, è pubblico e dovrebbe sorgere nell’area dell’ex centro direzionale della nettezza urbana di Pantano d’Arci. C’è già una convenzione trentennale per il sito con la Città Metropolitana, ma il percorso del progetto è ancora lungo perché manca lo studio della fattibilità tecnico-economica del commissario ad acta regionale.

Eppure, sostiene Canatarella, fino ad oggi i tempi “sono stati da record”. Non c’è un cronoprogramma prestabilito, “ma il vecchio commissario – dice l’assessore Cantarella – ci aveva detto 18-24 mesi, dal momento dell’approvazione del progetto (lo scorso febbraio ndr.). Poi c’è anche stato il lockdown, quindi i tempi saranno probabilmente più lunghi”. Un’altra questione che scotta negli uffici dell’assessorato all’Ecologia è quella della differenziata, che vede Catania fanalino di coda in Sicilia. Il bando settennale per la raccolta “porta a porta” dovrebbe dare la spinta per raggiungere gli obiettivi richiesti, ma è già andato deserto quattro volte (a cavallo tra due amministrazioni) e adesso lo si sta revisionando. “Ce lo consegneranno questa settimana e poi l’amministrazione farà le sue valutazioni”, annuncia Cantarella.

Al contempo si cerca di lottare contro il pendolarismo dei rifiuti, che – soprattutto nel lockdown – ha dimostrato di incidere molto sulle esangui casse di Palazzo degli Elefanti. Bloccati a casa, i residenti dei comuni limitrofi non hanno potuto “esportare” la spazzatura nel Capoluogo e così l’Amministrazione ha visto ridursi, tra marzo e aprile, il conferimento per ben 6 milioni di kg, con un risparmio di 800 mila euro. Ora, con la ripresa delle attività, si prova a non tornare indietro, inasprendo i controlli. “Abbiamo elevato circa 400 multe, tra gli 80 e i 180 euro, di cui quasi la metà a cittadini non residenti”.

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