Fame di energia: Tap, rigassificatori, solare - QdS

Fame di energia: Tap, rigassificatori, solare

Carlo Alberto Tregua

Fame di energia: Tap, rigassificatori, solare

giovedì 17 Marzo 2022 - 05:45

Nucleare pulito con la fusione

La crisi ucraina ha fatto emergere (per fortuna) la vera necessità nello sviluppo futuro e cioè procurarsi energia in modo da soddisfare una sorta di fame che viene a chi vuole progredire.
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ben evidenziato la necessità di svincolarsi dal gas russo, aumentando la fornitura di quello algerino, ma soprattutto – molto importante – l’urgenza di semplificare gli iter autorizzativi per consentire l’installazione di migliaia e migliaia di impianti che producano energia dal solare e dall’eolico e di cominciare a mettere mani all’energia nucleare da fusione con tecnologia di quarta generazione.

In questa direzione, Draghi ha sottolineato l’importanza di finanziare adeguatamente la ricerca, in modo da sviluppare sempre di più le tecnologie necessarie per ottenere migliore e maggiore quantità di energia. Ha aggiunto, il presidente del Consiglio, che è stato dato via libera al rigassificatore dell’Enel di Porto Empedocle e ad almeno altri tre rigassificatori.


Si tratta di una spallata a tutte le idiozie che i falsi ambientalisti hanno detto urbi et orbi, con l’intenzione di impressionare i cittadini, i quali oggi cònstatano come una politica energetica sbagliata metta in grave difficoltà il sistema produttivo, ma anche la vita civile e privata di tutti i componenti della Comunità.

Altra bufala da sfatare, per quanto riguarda il Mezzogiorno, è che i termocombustori per il trattamento di rifiuti solidi urbani inquinano. Si tratta di una menzogna propinata da chi ne ha interesse e bevuta dagli ingenui o dagli ignoranti.

Anche in questo caso l’Italia è nettamente divisa in due, ove nel Nord i termocombustori, termovalorizzatori (di antecedente generazione) e gli inceneritori (di vecchia generazione) funzionano in pieno e smaltiscono tutti i rifiuti di almeno otto regioni, ove non esiste una discarica a cielo aperto, neanche a cercarla con il lanternino.
Che l’ambiente debba essere preservato è pacifico, ma non bisogna pensare a false soluzioni che convengono a questo o a quello e, nel caso del Sud Italia, convengono alla “mafia” delle discariche, che si oppone alla costruzione dei termocombustori.

Per fortuna, i governi precedenti hanno resistito alle stupide istanze dei falsi ambientalisti pugliesi che volevano contrastare l’attivazione del Tap (Gasdotto Trans-Adriatico), cioè il gasdotto che viene dalla frontiera greco-turca. Ed ora che vi è in programma il suo raddoppio, hanno tentato ulteriormente di alzare il tiro, ovviamente contro.
Intendiamoci, noi non ce l’abbiamo con i buoni ambientalisti, cioè quelli che vogliono tutelare lo spazio in cui viviamo – i quali sono in maggioranza – ma quegli altri che, in malafede, lottano contro le innovazioni, come per esempio la Tav Torino-Lione.
Che l’energia sia una materia prima essenziale per fare girare tutta la macchina economica ce ne stiamo convincendo ora, in occasione della crisi ucraina-russa e, vedi caso, pur nel bailamme generale, il gasdotto russo che arriva in Europa non è stato toccato, mantenendo intonse le forniture e i relativi pagamenti tra banche europee e banche russe.


Il Governo aveva previsto una crescita del Pil 2022 del 4,5 per cento. Ora, con l’approvazione del prossimo Def (Documento di economia e finanza) pare che tale indice venga abbassato di almeno mezzo punto.
Colpa della carenza di energia? Non ci risulta. Infatti la quantità di gas, di petrolio e di rinnovabili è inalterata.
E allora perché i prezzi dei carburanti sono schizzati, i prezzi dell’energia per le industrie e per i cittadini sono balzati in avanti, dal momento che i costi di produzione sono fermi? La risposta è semplice e univoca: la speculazione. Le lobbies hanno approfittato di questa occasione per incrementare i loro guadagni a spese del sistema produttivo italiano e dei cittadini.
Il Governo ha cercato, e cerca, di abbassare le imposte che gravano sui carburanti per mitigare gli aumenti, ma è impotente di fronte alla corporazione che continua ad aumentare i prezzi senza alcuna giustificazione economica.
Va quindi eliminata la causa a monte e cioè questa stupida e inutile guerra tra Russia e Ucraina.

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