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Fertilità maschile: frutta e verdura fanno bene anche agli spermatozoi

redazione

Fertilità maschile: frutta e verdura fanno bene anche agli spermatozoi

giovedì 30 Maggio 2019 - 00:03
Fertilità maschile: frutta e verdura fanno bene anche agli spermatozoi

Lo rivela ricerca italiana presentata al congresso Sia. Introdurre ogni giorno almeno 800 mg di antiossidanti migliora le condizioni

ROMA – La fertilità maschile può migliorare con un “pieno” di frutta e verdura: mangiarne 300 grammi al giorno migliora la qualità e la vitalità degli spermatozoi. La conferma arriva dalla prima ricerca italiana, presentata al congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia), che si chiude oggi a Bari, dalla quale emerge che introdurre ogni giorno dagli 800 ai 1000 milligrammi di antiossidanti da frutta e verdura migliora le condizioni degli spermatozoi in appena due mesi.

Gli antiossidanti contenuti nei vegetali – ricorda una nota – sono infatti un vero toccasana per gli spermatozoi: pomodori e peperoni, lenticchie e ceci, fragole e noci non devono dunque mai mancare sulla tavola di chi vuole diventare papà. In questo modo la motilità risulta raddoppiata e soprattutto è quasi dimezzato l’indice di frammentazione del Dna, un parametro importante perché indicativo della buona qualità del seme maschile.

L’indagine è stata condotta su 30 pazienti tra 25 e 40 anni non fumatori con infertilità idiopatica, una delle cause di infertilità maschile in maggiore aumento e anche responsabile della gran parte dei casi: in questi pazienti le cause di infertilità non sono note ma sembra ormai certo un ruolo dello stress ossidativo, che comprometterebbe la qualità degli spermatozoi.

“Una carenza dietetica di antiossidanti è stata dimostrata strettamente correlata al danno ossidativo sugli spermatozoi e alla frammentazione del Dna spermatico. Questo, aggiunto a stili di vita non corretti e altri fattori di rischio come età, inquinamento ambientale, fumo o alcol, può contribuire a ridurre significativamente la fertilità maschile”, spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e docente all’Università Federico II di Napoli.

“Studi precedenti – aggiunge – hanno tuttavia dimostrato che integratori a base di vitamina C, vitamina E, beta-carotene, folati e zinco possono sopperire alle carenze nutrizionali e a stili di vita non corretti aiutando a migliorare i parametri seminali”.

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