Filiera agrumicola, serve più gioco di squadra - QdS

Filiera agrumicola, serve più gioco di squadra

Biagio Tinghino

Filiera agrumicola, serve più gioco di squadra

venerdì 11 Marzo 2022 - 08:40

Al Crea di Acireale si è tenuto un convegno sulla biodiversità con una mostra costituità da oltre 160 varietà. Argentati (Distretto Agrumi): "Passi avanti nell’innovazione"

ACIREALE (CT) – Al Crea (Centro di ricerca in olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura) di Acireale si è tenuto un convegno sulla “Biodiversità Agrumicola” e, nell’occasione, è stata allestita una mostra pomologica costituita da oltre 160 le varietà di agrumi che ha catturato l’interesse dei circa 100 invitati all’evento. Inoltre, sono stati presentati quattro nuovi ibridi, mandarino simili, che sono in prima valutazione e saranno, nel prossimo futuro, disponibili alle valutazioni per le aziende private. Presenti al convegno il neo direttore del Centro di ricerca, Enzo Perri, la responsabile della sede di Acireale, Silvia Di Silvestro, il presidente del Consorzio di Tutela della Arancia Rossa di Sicilia Igp, Gerardo Diana e Federica Argentati, presidente del Distretto degli Agrumi di Sicilia. I lavori si sono articolati in tre interventi scientifici, di altrettanti relatori, introdotti da Paolo Rapisarda, già direttore dello stesso centro e dirigente di ricerca.

Significativo l’intervento del ricercatore Crea, Marcello Cutuli, che ha presentato il progetto “Valorizzazione delle Risorse genetiche frutticole siciliane”. A seguire la relazione di Paola Caruso, anch’essa ricercatrice Crea, che è intervenuta sul tema: “Gli agrumi Ornamentali: una risorsa per la salvaguardia della Biodiversità”. Il terzo ed ultimo intervento scientifico è stato di Giuseppe Russo, sempre del Crea di Acireale, che ha parlato di “Scelta varietale per l’agrumicoltura: Tradizione e Innovazione”.

“Dobbiamo assicurare alla ricerca i giusti finanziamenti – ha detto Paolo Rapisarda -. Purtroppo, dobbiamo registrare la mancanza di trasferimenti dal Ministero per l’agricoltura che non ha previsto (all’interno delle risorse derivanti dal Pnrr) stanziamenti diretti per la ricerca e dunque per il Crea. In un momento di difficile come questo avremmo sperato in una maggiore attenzione”.

“Ben 150 anni di storia dell’agrumicoltura intensiva sono stati scritti, grazie alla presenza di questo Centro – ha detto Silvia Di Silvestro, responsabile della sede di Acireale del Crea -. Qui, il Crea, ha contribuito alla ricerca scientifica e di uno dei più importanti settori produttivi in agricoltura. Questo è stato un’opportunità di incontro tra ricerca e filiera agrumicola per ribadire la disponibilità dei ricercatori di ascoltare e comprendere le esigenze del mercato, onde finalizzare gli obiettivi di progetti futuri condivisi”.

La sede di Acireale dispone di un patrimonio di tre aziende sperimentali site a Lentini (SR), San Gregorio (RC) e Fiumefreddo (CT), oltre quella dove insiste la sede storica (San Salvatore, Acireale) che accoglie le collezioni di germoplasma agrumicolo. In tali aziende vengono effettuate le prime selezioni dei nuovi genotipi in valutazione, e da queste provengono i frutti della mostra pomologica esposta. “Svolgiamo tutti i giorni un grande lavoro per far comprendere la bontà delle azioni che svolgiamo nell’interesse dell’agrumicoltura – ha spiegato Diana -. I progetti avviati dal Crea in collaborazione con le OP sono tangibili e molto apprezzati dalla categoria. Nel tempo abbiamo corretto e stiamo ancora oggi correggendo gli errori che le aziende hanno fatto, compiendo scelte in autonomia, nel campo delle scelte varietali e non solo. Stiamo adeguando l’indirizzo verso le esigenze di mercato e perciò le nostre aziende restano aperte alla ricerca scientifica, nella consapevolezza che i risultati finali possono differire da areale ad areale, o anche nella stessa impresa”.

“Molti passi sono stati compiuti nell’innovazione e nella promozione del settore, ma quel che risulta ancora molto carente è l’aggregazione tra le aziende, specialmente quelle più strutturate – ha aggiunto Argentati -, che invece potrebbero fare un grande gioco di squadra, dimostrando di avere grande senso di comunità”.

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