Simest, salgono i massimali dei Finanziamenti per le imprese - QdS

Simest, salgono i massimali dei Finanziamenti per le imprese

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Simest, salgono i massimali dei Finanziamenti per le imprese

domenica 05 Luglio 2020 - 00:00
Simest, salgono i massimali dei Finanziamenti per le imprese

Dalla società che, con Sace, costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti prosegue nel lavoro a supporto delle imprese italiane che operano anche all’estero

Salgono – e in qualche caso raddoppiano – i nuovi importi massimi dei Finanziamenti per l’internazionalizzazione che SIMEST eroga su risorse pubbliche gestite per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La società che, con SACE, costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti scocca quindi un’altra freccia del suo arco a supporto delle imprese italiane che operano anche all’estero, aumentando la potenza di fuoco dei suoi strumenti agevolati per aiutarle a ripartire e a rafforzarsi nel mondo.

Già nelle scorse settimane sono state rese pienamente operative altre due importanti novità: l’assenza per tutto il 2020 dell’obbligo di prestazione di garanzie per accedere al finanziamento e la possibilità di chiedere fino al 40% del finanziamento a fondo perduto (per un importo massimo a fondo perduto di 100mila euro), con il resto della cifra da restituire comunque a media-lunga scadenza e a tasso agevolato (pari a luglio allo 0,085% annuo).

Ma le novità non si esauriscono certo con i nuovi massimali: parallelamente a questa misura, viene riparametrato l’importo massimo concedibile ad una percentuale maggiore rispetto ai limiti dimensionali delle aziende (fatturato o patrimonio netto a seconda dello strumento), consentendo l’accesso ad un maggiore importo finanziabile e rendendo, di fatto, gli strumenti più allettanti anche per le MidCap e le grandi aziende

Inoltre, entro l’estate è attesa l’estensione dell’operatività dei finanziamenti anche a progetti intra UE e l’ampliamento delle spese e della tipologia di imprese finanziabili. Di seguito – strumento per strumento – i nuovi importi massimi che da oggi le imprese possono richiedere a SIMEST:

Patrimonializzazione: raddoppia da 400 mila a 800 mila euro il tetto di questo finanziamento dedicato alle imprese che esportano e che rispetto agli altri non ha una destinazione d’uso specifico. Lo strumento si trasforma quindi in una vera e propria iniezione di liquidita a medio-lungo termine (6 anni di cui 2 di pre-ammortamento).

Fiere, Mostre e Missioni di Sistema: sale da 100 a 150 mila euro il massimale per coprire fino al 100% le spese preventivate per area espositiva, spese logistiche, spese promozionali e spese per consulenze connesse alla partecipazione a fiere/mostre internazionali incluse le missioni di sistema promosse da MISE e MAECI e organizzate da ICE Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria.

Studi di fattibilità: questo strumento, che copre fino al 100% le spese connesse alla redazione di studi di fattibilità collegati a investimenti produttivi o commerciali all’estero, vede l’importo massimo salire da 150 mila a 200 mila euro per studi collegati a investimenti commerciali, e da 300 mila a 350 mila euro per studi collegati a investimenti produttivi.

Inserimento Mercati Esteri: ben 4 milioni di euro – rispetto ai precedenti 2,5 milioni – possono essere richiesti a SIMEST per coprire le spese per la realizzazione di un ufficio, show room, negozio o corner o centro di assistenza post vendita all’estero e relative attività promozionali.

E-Commerce: le imprese che vogliono sfruttare le potenzialità del commercio elettronico si possono rivolgere a SIMEST per coprire le spese relative o alla realizzazione di una piattaforma informatica finalizzata all’e-commerce o di adesione a un marketplace finalizzato al commercio elettronico fornito da soggetti terzi. L’importo massimo finanziabile passa da 300mila a 450 mila euro per la realizzazione di una piattaforma propria e da 200 mila a 300 mila euro per l’utilizzo di un marketplace fornito da soggetti terzi

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