Gela, il Pd si tira fuori dalla maggioranza - QdS

Gela, il Pd si tira fuori dalla maggioranza

Liliana Blanco

Gela, il Pd si tira fuori dalla maggioranza

mercoledì 01 Luglio 2020 - 00:00
Gela, il Pd si tira fuori dalla maggioranza

L’ufficializzazione delle dimissioni dell’assessore Robilatte hanno confermato la spaccatura. Due voti in meno in Consiglio comunale per un Esecutivo che appare in difficoltà

GELA (CL) – Di crisi in crisi. In un solo anno di Amministrazione il percorso della Giunta retta da Lucio Greco non è stato certo dei più agevoli, ma quello che sta accadendo negli ultimi giorni può essere definito come un vero e proprio terremoto politico, perché l’idillio arcobaleno presentatosi alle ultime amministrative sembra essere davvero arrivato al capolinea.

L’assessore comunale all’Ambiente, Grazia Robilatte, si è dimessa. Aveva rimesso le deleghe nelle mani del partito più di un mese fa, ma desso è arrivata l’ufficialità, per bocca del segretario del Partito democratico, Peppe Di Cristina: “Non siamo tutti uguali – ha fatto sapere – in politica quello che si dice si fa. Questa crisi ha delle caratteristiche precise. A noi delle poltrone non interessa nulla. Il tema è Gela. Abbiamo fatto una serie di proposte per provare a correggere quello che non ci convince, non abbiamo avuto le risposte che ci aspettavamo”.

Le dimissioni dell’assessore sono state consegnate agli uffici comunali dopo un’altalena durata sei settimane, con gli esponenti del Pd che aspettavano da Greco risposte che non sarebbero arrivate. Per questo, adesso, i dem non fanno più parte della maggioranza e hanno dato un nuovo volto alla geografia politica all’interno del Consiglio comunale, dove a sostegno dell’Esecutivo ci saranno due consiglieri in meno.

Da considerare, inoltre, che l’assessore Robilatte ha lasciato deleghe importantissime per la città: Ambiente, Rifiuti e raccolta differenziata, Patrimonio, Tutela degli animali. Ha preso già il via il balletto per l’assessorato rimasto vacante. La speranza è che si possa agire nell’interesse della collettività e non per accontentare soltanto le logiche di partito.

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