Gestire la spazzatura costa sempre di più - QdS

Gestire la spazzatura costa sempre di più

Rosario Battiato

Gestire la spazzatura costa sempre di più

sabato 04 Maggio 2019 - 00:05
Gestire la spazzatura costa sempre di più

Istat: tra 2017 e 2018 nuovo incremento delle spese, in cima anche quelle per il personale. In Sicilia più che altrove: i costi di gestione arrivano a 350 € per tonnellata, 100 in più dell’Emilia

PALERMO – Cresce di poco il costo della gestione dei rifiuti in Italia. Lo ha comunicato l’Istat nell’ultimo aggiornamento al 2018 degli indici annuali dei costi di gestione dei rifiuti. Questi ultimi si riferisco alle attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e al recupero dei materiali e misurano, si legge nella nota dell’Istat, l’andamento nel tempo dei “costi di produzione delle attività di gestione dei rifiuti, con riferimento all’acquisto di beni e servizi, al costo del personale dipendente e al costo d’uso del capitale”. L’assenza di dati regionali non impedisce comunque una riflessione, utilizzando un altro studio, sul valore negativo che l’assenza di una filiera del riciclo determina sui costi siciliani.

Andando in dettaglio, l’indice di costo della gestione dei rifiuti, tra il 2017 e il 2018, è aumentato dello 0,6%. A incidere maggiormente in questo risultato sono stati gli acquisti di beni e servizi (+1,4%) e le spese del personale (+1,2%) mentre si è registrata una riduzione del costo d’uso del capitale (-1,1%).

In riferimento ai due sotto-settori che determinano l’indice totale, e che sono “raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti” e “recupero dei materiali”, l’andamento dei costi nel 2018 mostra che il settore che ha fatto registrare maggiori aumenti è stato il secondo dei due (+1,1%), mentre decisamente più contenuto risulta il segno positivo del primo.

Pur non essendoci dati regionali, è possibile effettuare una ricostruzione dei costi siciliani tramite l’elaborazione di dati Ispra effettuata da Fise Assoambiente. Nell’Isola, facendo riferimento al costo totale di gestione, si arriva a 350 euro per tonnellate che vale poco più della media nazionale e decisamente più delle regioni maggiormente virtuose, quelle dove il ciclo dei rifiuti è completo, dalla differenziata al riciclo e fino al recupero termico ed elettrico della frazione residuale. Non è un caso che, ad esempio, in Emilia-Romagna il costo sia di 100 euro per tonnellata in meno rispetto al dato siciliano, di 50 euro in meno in Lombardia e in Veneto. Un dato che decolla quando si prende in considerazione il numero relativo esclusivamente alla raccolta differenziata che, com’è noto, crea economie di scala laddove si attivano meccanismi virtuosi di riciclo. In Sicilia, nonostante la raccolta differenziata sia in crescita (sebbene ancora distante di circa venti punti percentuali rispetto alla media nazionale), il costo medio di gestione per tonnellata è ancora elevatissimo: 350 euro contro 100 della Lombardia, e qualcosa di poco in più in Veneto ed Emilia Romagna.

Servono investimenti, anche perché il tempo delle discariche è ormai esaurito, o quasi. Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato la delibera che stanzia 57 milioni di euro e 295 mila euro per il finanziamento di cinque impianti di rifiuti pubblici. Due di questi saranno impianti di compostaggio – Calatafimi-Segesta (14,5 milioni di euro, 36 mila tonnellate di umido all’anno) Ravanusa (19,3 milioni di euro, 15 mila tonnellate all’anno di umido) – necessari per sostenere la crescita della differenziata in Sicilia.

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