Gioco d’azzardo: cittadini siciliani col vizietto. Nel messinese spesi oltre mille euro pro capite - QdS

Gioco d’azzardo: cittadini siciliani col vizietto. Nel messinese spesi oltre mille euro pro capite

Eleonora Fichera

Gioco d’azzardo: cittadini siciliani col vizietto. Nel messinese spesi oltre mille euro pro capite

mercoledì 29 Maggio 2019 - 00:00
Gioco d’azzardo: cittadini siciliani col vizietto. Nel messinese spesi oltre mille euro pro capite

Dati Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: nell’Isola il totale annuale ha raggiunto i 4,5 miliardi di euro

PALERMO – Sono circa 4,5 miliardi i miliardi di euro che sono usciti dalle tasche dei siciliani per andare a finire nei più noti sistemi di gioco: lotterie, Superenalotto, scommesse sportive, Winforlife, Eurojackpot, bingo.

I dati (relativi all’anno 2017, l’ultimo d’analisi) sono stati resi noti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ci restituiscono l’immagine di una Sicilia disposta a spendere molto, forse troppo considerando le condizioni economiche degli isolani, per tentare la fortuna. Se si confrontano, infatti, i numeri della Sicilia con quelli del Piemonte, “ricca” regione simile alla nostra per popolazione, si ha un’idea più chiara di quanto i 4,5 miliardi menzionati in apertura (circa 880 euro pro capite) possano considerarsi una cifra preoccupante. In Piemonte la cifra del giocato ammonta a 4,8 miliardi di euro. Le differenze sostanziali tra le due regioni, però, sono da ricercarsi nei dati relativi al reddito medio disponibile pro capite: 13.286 euro in Sicilia, 20.727 in Piemonte. I siciliani, quindi, riservano al gioco poco meno del 7% del reddito disponibile, i piemontesi, invece, il 5%.

Anche la Dea bendata, poi, non sembra essere dalla parte degli isolani. Con un totale di circa 3,3 miliardi di euro, la percentuale di vincita si aggira intorno al 74%. Quella del Piemonte, invece, è del 76% (per un ammontare complessivo che supera i 3,7 miliardi di euro).

Analizzando, nel dettaglio, il comportamento delle singole province siciliane, circa un quarto del giocato totale arriva da Palermo, dove è stato speso circa un miliardo e duecento mila euro, per una spesa pro capite che si aggira intorno ai 920 euro. Seguono Catania (982 i milioni di euro spesi, 880 pro capite) e Messina (647 milioni di euro giocati, circa mille per cittadino).

Un’analisi più interessante e dettagliata, però, si ha confrontando i soldi investiti per tentare la fortuna, con il numero di abitanti delle singole province. Guardando alla spesa pro capite, infatti, la classifica appena presentata subisce delle variazioni. Al primo posto troviamo la già citata Messina, subito dopo Ragusa con una spesa pro capite di 999 euro (il giocato complessivo è di circa 320 milioni) e Siracusa che ha riservato al gioco circa 387 milioni di euro, 959 per abitante. Va considerato inoltre che, se si guarda ai singoli Comuni, Siracusa è proprio la città che ha speso di più in termini di giocato pro capite: 1.436 euro per abitante per un totale di giocato che sfiora i 176 milioni di euro.

Tornando alle province, alte sono anche le cifre della “piccola” Caltanissetta dove sono stati giocati 230 milioni di euro, 846 per abitante. Fanalino di coda, la provincia di Enna: 86 milioni giocati, 516 pro capite.

Guardando alle percentuali di vincita, invece, la provincia più fortunata sembra essere Ragusa: 245 i milioni vinti, per una percentuale di successo che si aggira intorno al 76%. Più o meno sullo stesso piano le altre province. Fanno eccezione, le due “sfortunate”: Enna (che, tra l’altro, è anche la più sfortunata tra le città isolane) con appena 64 i milioni di euro vinti rispetto agli 87,5 giocati e Agrigento dove il totale delle vincite ammonta a circa 224 milioni di euro a fronte dei circa 309 giocati, con una percentuale di vincita che non va oltre il 72%.

I DATI NAZIONALI
Nel 2018 l’Erario ha beneficiato complessivamente dai giochi 10,1 miliardi di euro: è quanto emerge dal Bilancio di esercizio 2018 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La raccolta complessiva è stata di 104,9 miliardi (+3%) mentre la spesa – giocate al netto delle vincite – ha superato i 18,5 miliardi, in calo del 5,3% rispetto all’anno precedente, a fronte di vincite complessive per 86,2 miliardi.


Le tre città metropolitane dell’Isola nella top 20 delle giocate per cittadino più elevate

PALERMO – I dati presentati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, inoltre, restituiscono anche un’interessante fotografia delle slot machine diffuse sul territorio. Un focus, in tal senso, è stato realizzato dal Gruppo Gedi che ha ricostruito la mappa dell’Italia delle slot, analizzandone la presenza comune per comune.

Se si guarda alla classifica dei comuni con più di 200.000 abitanti con giocate pro capite più elevate, tra i primi 20 ne troviamo ben tre siciliani: Catania (668 euro), Messina (454 euro) e Palermo (400 euro).

Considerando il quadro regionale, la situazione appare ancor più preoccupante. Le tre città metropolitane, infatti, non sono tra quelle in cui si è giocato di più e nemmeno tra quelle in cui le slot sono più diffuse. Guardando al rapporto popolazione-numero di slot, infatti, al primo posto per diffusione troviamo Caltanissetta (348 gli apparecchi monitorati, 5,5 per abitante per una spesa pro capite di 694 euro), Agrigento (308 apparecchi, 5,2 per abitante, per una spesa pro capite di 496 euro), Trapani (352 apparecchi, 5,1 per abitante, per una spesa pro capite di 631 euro) e Ragusa (515 apparecchi, 5 per abitante, per una spesa pro capite di 874 euro). Segue Siracusa con 515 apparecchi (4,2 per abitante) e una spesa pro capite di 654 euro.

Questa, invece, la diffusione delle slot nelle tre citta principali: Catania sono 1.524 (4,9 ogni 100 abitanti), a Palermo 2.635 (3,9 ogni 100 abitanti) a Messina 993 (4,2 ogni 100 abitanti).

Fanalino di coda, per quanto riguarda la spesa pro capite, è ancora una volta, Enna. I suoi abitanti hanno speso appena 275 euro pro capite e in città gli apparecchi sono “solo” 132.

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