Grano, l'effetto clima e piogge assenti sui prezzi: pessime le previsioni

Grano, l’effetto clima e piogge assenti sui prezzi: pessime le previsioni

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Grano, l’effetto clima e piogge assenti sui prezzi: pessime le previsioni

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mercoledì 18 Maggio 2022 - 11:33

Secondo quanto emerso dal Durum Days 2022, i prezzi restano sostenuti, con quotazioni superiori di circa il 70-80% rispetto a un anno fa.

Prezzi in crescita per il grano. Non solo per il conflitto in Ucraina: secondo quanto emerso dal Durum Days 2022, l’evento che ogni anno chiama a confronto tutti gli attori della filiera per fare il punto sulle previsioni della campagna, i prezzi restano sostenuti, con quotazioni superiori di circa il 70-80% rispetto a un anno fa.

Grano: le previsioni dei prezzi

Secondo quanto emerso dall’incontro di Foggia – al quale hanno preso parte Assosementi, Cia – Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food e CREA, con Areté quale partner tecnico e con la partecipazione in veste di sponsor di Syngenta – le riduzioni di prezzo ipotizzabili non supereranno il 15%, “anche per il sostegno che arriva da condizioni sempre più critiche sul generale mercato dei cereali”.

Il clima e gli effetti sul grano

In Europa, il clima secco sta mettendo a rischio il raccolto di frumento duro, soprattutto in Francia, mentre in Italia le recenti piogge potrebbero non essere sufficienti a compensare la siccità dei mesi precedenti, anche alla luce dei ritardi delle semine, ed in considerazione dell’ondata di caldo che sta investendo il Paese. Le prospettive di riduzione dei prezzi per il grano duro, peraltro modeste, restano quindi subordinate ai rischi di ulteriore deterioramento delle produzioni per via dell’impatto climatico. La produzione nazionale faticherebbe a raggiungere i 4 milioni di tonnellate, facendo quindi registrare un leggero calo rispetto alla campagna precedente.

La situazione in Italia

Secondo il Centro di Cerealicoltura e Colture Industriali del CREA, il più importante ente di ricerca dedicato all’agroalimentare, “nelle regioni meridionali, le semine scalari di inizio stagione, dovute alle abbondanti precipitazioni, unitamente alle basse temperature del periodo primaverile hanno provocato un allungamento del ciclo della coltura, costringendola ad una fase di riempimento della granella con temperature in forte aumento. Pertanto, in questi areali, se le condizioni meteorologiche permangono stabili, la produzione media attesa potrebbe essere limitata per effetto della “stretta”. Nelle regioni centro-settentrionali, superato l’allarme siccità del periodo invernale-primaverile, al momento la coltivazione si presenta in buone condizioni anche dal punto di vista fitosanitario. Resta anche al Nord l’incognita meteorologica delle prossime settimane che potrebbe influenzare ancora la produzione finale.

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