I giovani siciliani in piazza per la Terra, aggressione nera a Palermo - QdS

I giovani siciliani in piazza per la Terra, aggressione nera a Palermo

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I giovani siciliani in piazza per la Terra, aggressione nera a Palermo

venerdì 27 Settembre 2019 - 11:31
I giovani siciliani in piazza per la Terra, aggressione nera a Palermo

"Fridays for Future", grande partecipazione alle manifestazioni in 160 città italiane tra cui quella etnea e quella palermitana. Musumeci, "Sono con loro". Due cortei coloratissimi e la macchia dell'aggressione da giovani usciti dall'ex sede del Msi. GUARDA LA GALLERY

Un milione di persone in tutt’Italia e, da Catania a Palermo, piazze piene di studenti per il “Fridays for Future” in difesa dell’ambiente.

Nelle due città siciliane si sono svolti cortei coloratissimi in cui le giovani generazioni indicano con fermezza alle vecchie la strada per salvare il pianeta.

“Sono simbolicamente al fianco – ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – delle migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi che oggi, giustamente, reclamano in tante città il diritto a un futuro diverso migliore. Noi sulle politiche climatiche abbiamo il dovere di capire dove si è sbagliato e da dove bisogna ricominciare. Il governo della Regione ha destinato centinaia di milioni di euro all’ambiente. Sul dissesto idrogeologico e sull’erosione costiera, in particolare, abbiamo già investito 200 milioni di euro e altri 600 lo saranno a breve. Ma serve il coinvolgimento di tutti: politica e cittadini. Nessuno può sottrarsi”.

A Catania migliaia di giovani sono partiti dalla piazza Roma – i più piccoli con i genitori – dirigendosi verso la via Etnea e il Municipio scandendo slogan e mostrando cartelli e striscioni, alcuni davvero divertenti (“Buco nell’ozono, basta l’ignoranza, apriamo gli occhi, salviamoci la panza”, ma anche “Salviamo la Terra! E’ l’unico pianeta cu’ l’arancini!”).

“Siamo in sette miliardi e siamo in massimo pericolo” ha scritto sul proprio decolletè una delle ragazze.

“Noi, come Greta – ha detto un gruppo di studenti – abbiamo dei sogni già in parte perduti. Ecco perché dobbiamo convincere i nostri genitori a battersi con noi per vincere la guerra contro chi non si rende conto che così non si può andare avanti”.

Numerosi e coloratissimi – e alcuni anche molto polemici – gli striscioni catanesi, anche in lingua inglese (“Save the world, save the future”, “Global warming leads to hell”, “Ci avete rubato il futuro, come osate?!”, “Vogliamo respirare il nostro futuro”).

I giovani catanesi, insomma, si augurano che il mondo possa essere salvato. E anche a Palermo, al grido “Cambiamo il sistema, non il clima” gli alunni di decine di scuole si sono ritrovati in piazza Politeama e si sono diretti in corteo verso la piazza Indipendenza, davanti alla sede del governo della Regione.

“Voi sulle poltrone a non fare niente, uniti per il clima”, “Il mondo non è una discarica”, “Se la terra brucia anche voi bruciate con lei’: sono alcuni dei tantissimi striscioni che hanno colorato la piazza.

Poi il veleno di un’aggressione di evidente matrice fascista: dal Palazzo dove si trovava un tempo il Msi, una trentina di persone vestite di nero, ha preso d’assalto i partecipanti al corteo, tanto da richiedere l’intervento di agenti in tenuta antisommossa. Gli aggressori in nero sono subito fuggiti, ma la polizia sta acquisendo elementi per identificarli.

Gli investigatori stanno indagando negli ambienti dei movimenti giovanili di Forza Nuova e Casapound. Alcuni testimoni hanno segnalato in mezzo al corteo di Lotta studentesca, movimento che fa capo a Forza nuova, e la presenza di giovani di Blocco studentesco, vicino a Casapound.

“Una giornata di festa è stata trasformata in una giornata di paura – hanno commentato gli studenti – e chi aggredisce non si rende conto che abbiamo l’acqua alla gola e non possiamo aspettare. Ci rendiamo conto come il cambiamento climatico è una realtà e sta già provocando impatti e fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia, sconvolgimento degli ecosistemi e della biodiversità che sostiene la nostra vita”.

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