Il Carro trionfale di Santa Rosalia costruito dai detenuti dell’Ucciardone - QdS

Il Carro trionfale di Santa Rosalia costruito dai detenuti dell’Ucciardone

redazione

Il Carro trionfale di Santa Rosalia costruito dai detenuti dell’Ucciardone

mercoledì 01 Maggio 2019 - 00:00

PALERMO – Al via la costruzione del Carro Trionfale di Santa Rosalia per il festino di Palermo. è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa presso la Casa di reclusione Ucciardone “Calogero Di Bona”. Ai presenti è stato comunicato l’avvenuto spostamento del cantiere per la realizzazione del Carro in un’area interna del Carcere. Lo spostamento si è ritenuto opportuno per fare in modo che tutti i reclusi selezionati e volontari possano lavorare insieme ottimizzando tempi e risorse.

Durante i lavori i detenuti saranno guidati da due esperti, un falegname e un mastro fabbro ferraio, già collaboratori storici di Fabrizio Lupo, scenografo nonchè progettista del Carro Trionfale di questa edizione. Sarà la tutor Alessia D’Amico a coordinare il lavoro degli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo coinvolti nel progetto, che dopo aver già realizzato il modellino del Carro in scala 1 a 10, procederanno ora al suo sviluppo. Lo spunto per l’idea del Carro è nato dall’osservazione del lavoro degli studenti di uno dei corsi del Cipia Palermo 1, condotto da Vincenzo Merlo, che da cinque anni realizzano, tra le altre cose, gli sgabelli artistici attraverso il recupero di arredi dismessi del carcere. Due di questi sono stati già donati a Papa Francesco e all’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Desiderio comune a tutti è che questa occasione possa contribuire a far uscire, fuori dalle mura dell’Ucciardone, il frutto del lavoro dei detenuti, affinchè diventi una concreta attività lavorativa. All’incontro con la stampa erano presenti tutti i dieci detenuti coinvolti nel progetto, che hanno avuto la possibilità di raccontare le loro riflessioni.

“Questo progetto – dichiara Giovanna Re, direttrice protempore della Casa di Reclusione Ucciardone – realizza appieno l’obiettivo della rieducazione perchè la città offre una importate opportunità ai detenuti. Il carro, simbolo di pace di riconciliazione e di riscatto, investe i detenuti di un impegno carico di responsabilità e, loro stessi, sono chiamati a compiere un’attività a favore della società civile e della collettività”.

“Stiamo seguendo la tradizione – sottolinea il sindaco Orlando – e ringrazio tutti i palermitani che concorrono a questa grande festa, la festa della città alla quale inviterò il Ministro della Giustizia affinché possa anche lui mettersi in corteo e partecipare al Festino”. “Oggi siamo qui – aggiunge l’assessore Adham Darawsha – per ribadire che Palermo è l’Ucciardone e l’Ucciardone è Palermo, nel senso che per noi questi luoghi che sono di solito dei luoghi di segregazione devono essere luoghi di inclusione”.

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