Governo a nozze con la borsa spalancata - QdS

Governo a nozze con la borsa spalancata

Carlo Alberto Tregua

Governo a nozze con la borsa spalancata

venerdì 20 Marzo 2020 - 00:00

Io sono eterno. Mi spiego. Credo nella prosecuzione dello spirito dopo la cessazione del corpo. Essendo il primo eterno, ecco spiegato l’assunto. E fronteggio con ottimismo il rischio virus perché, da un canto, ritengo che il mio sistema immunitario sia sufficientemente capace di resistere all’odiato aggressore, dall’altro, qualora non ce la facesse, diventerebbe realistico quanto scritto prima.
Avevo tre anni, nel 1943, in piena guerra, quando mio padre mi portava per via Etnea, a Catania, e non c’era nessuno o quasi. Avevo cinquant’anni, nel 1990, quando facevo la rituale passeggiata nella stessa via Etnea e non c’era nessuno, tanto che avevo paura di essere eventualmente taglieggiato.
Oggi, che ne ho quasi ottanta, quando faccio la rituale passeggiata serale, sempre in via Etnea, non c’è nessuno: ecco perché mi sono ritornati alla mente i due episodi narrati.
Non vi racconto questi fatti personali per una forma di stupido esibizionismo, bensì per darvi testimonianza dell’attuale circostanza che si è già verificata più volte in passato e non solo in quelle descritte.

Ogni vita va salvata. Nessuno può sottrarsi al dovere di fare quanto sia possibile per evitare che una persona muoia. Tuttavia, si muore lo stesso perché è un fatto naturale. Ogni giorno muoiono decine di milioni di persone e soprattutto milioni di bambini. Ma di fronte a questa situazione, nessuno la drammatizza perché essa è “normale”.
Ora, l’aggressione di questo maledetto Covid-19, che ha colto di sorpresa l’intera umanità, ha creato un dramma che è stato enormemente amplificato, anche se, da dove esso è partito, cioè dalla Cina, riceviamo ormai il messaggio positivo che è stato isolato e abbattuto, tanto è vero che a distanza di qualche mese il Paese asiatico ha ripreso la sua normale attività.
Quando c’è un pericolo per la popolazione, è doveroso mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per tutelarla, ma è anche doveroso non drammatizzare, non inviare messaggi pessimistici che fanno peggiorare l’umore dei cittadini, soprattutto di quelli che non hanno gli strumenti necessari per capire meglio, con la conseguenza che sono assaliti prima dalla paura, poi dall’ansia e infine dal panico.
Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha portato all’evidenza nazionale una situazione illegale molto diffusa in Sicilia e crediamo nel Meridione e forse anche nel Paese: il pagamento di forniture con assegni postdatati, chiedendo di prendere provvedimenti affinché essi possano essere ulteriormente posticipati e quindi non vadano in protesta.
Si tratterebbe di coprire con un provvedimento governativo una situazione illegale. Allora situazioni illegali ve ne sono tante altre per cui sembra improbabile che si possano sanare circostanze di questo genere. No, non si devono pagare le forniture con assegni postdatati. Questo è il messaggio che deve essere dato perché non vanno tollerati comportamenti illegittimi mai, in nessun caso e per nessuna circostanza.
E tuttavia, il Governo con i suoi provvedimenti economici a cascata si sta comportando in maniera analoga, anche se non uguale. Dare risorse a tutti, chi merita e chi non merita, è un modo che non rispetta i principi etici di equità e giustizia.

Un Governo è chiamato a nozze quando circostanze difficili lo inducono ad aprire i cordoni della borsa senza limiti ed a spalancare i cancelli per evitare il giusto controllo sulla spesa pubblica. Questi ultimi governi l’hanno fatto anche quando non era necessario; continuano a indebitare il Paese con la firma di nuovi titoli di Stato che sono debiti a carico delle future generazioni.
Non sappiamo se questo blocco totale delle attività economiche – a nostro avviso ingiustificato al di sotto della Lombardia e delle quattordici città che la circondano – non sia stato pensato proprio per consentire di dare tutto a tutti e di aumentare spaventosamente il debito pubblico, per acquisire consensi.
Ciò per almeno due ragioni: la prima perché aumentano enormemente le uscite, infatti riteniamo che ai primi venticinque miliardi ne seguiranno almeno altri venticinque. La seconda, perché lo Stato sarà privato di entrate previste e le attività economiche saranno soffocate dalle mancate vendite.
C’era bisogno di tutto questo? Ai posteri l’ardua sentenza.

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