Il prefetto dice stop ai blocchi davanti le portinerie nella zona industriale - QdS

Il prefetto dice stop ai blocchi davanti le portinerie nella zona industriale

Oriana Gionfriddo

Il prefetto dice stop ai blocchi davanti le portinerie nella zona industriale

mercoledì 22 Maggio 2019 - 00:05
Il prefetto dice stop ai blocchi davanti le portinerie nella zona industriale

Intanto i lavoratori stanno organizzando la loro protesta che si preannuncia già rovente. Il sindacato unitario replica: “L’ordinanza rischia di compromettere percorso di collaborazione”

SIRACUSA – Stop ai blocchi davanti le portinerie di Isab, Lukoil, Sonatrach, Sasol e Versalis.

A ordinarlo è la Prefettura di Siracusa che mette un freno agli scioperi che spesso animano la zona industriale. Dal rispetto dei contratti, al no per i licenziamenti, e altro ancora, sono tante le richieste avanzate dai lavoratori che per far sentire la propria voce manifestano davanti la portineria dell’azienda creando disagi allo svolgersi normale del lavoro, ma anche alla viabilità stradale. Ebbene questo sarà solo un ricordo.

I motivi dell’ordinanza, a firma del prefetto, Luigi Pizzi, sono molteplici. In primis si tira in ballo la sicurezza degli impianti, che richiedono costante manutenzione. Poi secondo il prefetto, i blocchi andrebbero a contrastare la libertà di svolgimento del lavoro per gli altri dipendenti, andrebbero a creare problemi di ordine pubblico, e “contrastano – si legge nel provvedimento – il diritto alla libertà d’impresa”.

Non ci sta il sindacato unitario che replica: “L’ordinanza – si legge in una nota – rischia di compromettere il lungo percorso di collaborazione che ha prodotto risultati importanti per i lavoratori e per i cittadini e di riportare indietro le lancette dell’orologio della storia di diversi decenni. Siamo pronti ad un incontro che chiarisca i termini della questione e ribadisca, se mai ce ne fosse bisogno, le linee guida che, costituzionalmente e legalmente, disciplinano il diritto allo sciopero e alla manifestazione sindacale. Il sindacato conosce benissimo i limiti dentro i quali si muovono le azioni a sostegno della dignità e dei diritti di ogni singolo lavoratore. Ogni forma di manifestazione, ne converranno tutti, è organizzata a difesa dei lavoratori. Per questo, in un momento particolarmente difficile per l’economia ed il mondo del lavoro della provincia – concludono – riteniamo assai rischioso innescare una pericolosa deriva regressiva dei diritti dei lavoratori e delle libertà sindacali”.

Intanto il dibattito si è trasferito anche all’interno del Consiglio comunale. “Non posso non sottolineare come a mio parere, il prefetto, con questa ordinanza, si sia spinto un po’ oltre. – ha detto in Aula il consigliere di maggioranza Andrea Buccheri -Le ragioni che lo hanno indotto ad emettere l’ordinanza sono da ricondurre alla tutela del diritto di impresa, ma questo non rientra tra le sue prerogative e competenze. Questa decisione del prefetto – ha concluso Buccheri – rischia di mettere in pericolo la difficile convivenza che frappone la parte debole del rapporto di lavoro con la parte datoriale in un momento storico particolare e delicato per la nostra città”.

Intanto i lavoratori della zona industriale stanno organizzando la loro protesta che si preannuncia già calda.

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