Il “ritorno” dei giovani cervelli in fuga Cento ragazzi a Palermo da tutto il mondo - QdS

Il “ritorno” dei giovani cervelli in fuga Cento ragazzi a Palermo da tutto il mondo

redazione

Il “ritorno” dei giovani cervelli in fuga Cento ragazzi a Palermo da tutto il mondo

giovedì 18 Aprile 2019 - 00:00
Il “ritorno” dei giovani cervelli in fuga Cento ragazzi a Palermo da tutto il mondo

PALERMO – Sono 115 i ragazzi di origine italiana, emigrati all’estero, anche di seconda e terza generazione, che si sono ritrovati a Palermo in occasione di un evento organizzato dal Cgie – Consiglio generale degli italiani all’estero. La finalità dell’iniziativa è quella di dare vita a una rete di giovani italiani nel mondo. Un ritorno dei “cervelli in fuga” a Palermo, capitale italiana dei giovani nel 2017 e della cultura nel 2018. La sala Onu del Teatro Massimo è stata la vetrina di presentazione per tutti questi giovani che, appena arrivati nella capitale siciliana, hanno avuto modo di conoscersi e presentare il loro vissuto e soprattutto la loro provenienza. Unico fil rouge tra tutti loro il paese d’origine, l’Italia.

Tutto questo è stato reso possibile per iniziativa del Cgie che ha voluto realizzare un seminario a Palermo, mentre i partecipanti sono stati selezionati dai Comitati degli italiani all’estero (Com.It.Es.) e dalle Consulte regionali per l’emigrazione, aderenti all’iniziativa, con l’intento di mobilitare tutte le comunità d’italiani all’estero e rafforzare le reti istituzionali di rappresentanza di base. I 115 delegati parteciperanno ad un evento di tre giorni e mezzo interamente pensato per renderli protagonisti del futuro del nostro paese e per farli diventare attivatori, nei loro territori di provenienza, di coinvolgimento giovanile e informazione a tutta la comunità.

Le istituzioni locali, Comune di Palermo e Regione siciliana hanno sposato e sostenuto sin da subito questa iniziativa, contribuendo alla realizzazione. Particolare interesse all’evento hanno mostrato le istituzioni nazionali. Tra i presenti alla cerimonia di inaugurazione Riccardo Merlo, sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale: “Voi sarete la classe dirigente del futuro – ha detto -. Perciò desidero darvi dei consigli: spingete la militanza della causa degli italiani all’estero. Occupate gli spazi del potere e le istituzioni che sono strumenti per accederne, cambiando le cose. Dovreste fare una sintesi di questo incontro uniti ed organizzati”.

Presente, tra gli altri, anche Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all’Estero e le Politiche migratorie, ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, che ha ringraziato tutti i giovani venuti dai quattro angoli del mondo. “Sarà un incontro di contenuti con necessità di consapevolezza – ha sottolineato -. Quanti sanno che ci sono quasi sei milioni di italiani all’estero”. “Abbiamo diversi obiettivi da raggiungere – ha aggiunto – tra questi il dialogo, l’incontro e la necessità di consapevolezza per essere protagonisti e dar ai giovani la possibilità di costruire il prorio futuro. Così come diceva Paolo Borsellino: il vero amore consiste in ciò che non ci piace per poterlo cambiare. Anche dall’estero aiutateci a cambiare l’Italia in meglio”.

L’assessore all’Istruzione e Formazione, Roberto Lagalla, in rappresentanza della Regione, ha tenuto a precisare che “il governo della Regione ha visto con particolare favore lo svolgimento del Seminario, la nostra è una terra sempre pronta a condividere e favorire lo scambio tra le varie comunità”. Tra i presenti anche Leoluca Orlando, nella doppia veste di presidente della Fondazione Teatro Massimo e sindaco di Palermo, per il quale “creare una rete di giovani immigrati partendo da Palermo è un modo per confermare che la nostra città ha fatto della comunità internazionale una bandiera. Questi ragazzi sono figli e nipoti di migranti, sono migranti essi stessi scegliendo di essere italiani. La mobilità non è una prerogativa degli asiatici ma anche di noi italiani. Questi giovani avranno modo di cogliere il senso di leggerezza e di libertà di questa città. Da noi non ci sono migranti. Tutti sono cittadini palermitani. Ed è questo lo spirito del messaggio che questi giovani dovrebbero mandare nel mondo. La nostra è una città di accoglienza”.

Per il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone “la scelta di Palermo per ospitare il Seminario dei giovani italiani nel mondo voluto è simbolica perchè vuole dare loro l’opportunità di ripensare lo splendore della nostra civiltà, antica culla del mondo occidentale. Palermo che è sempre stata crocevia di culture, luogo di libere espressioni e pratiche religiose, vuole essere per i nostri giovani il luogo nel quale la generazione Telemaco ritorna per riscoprire la propria eredità e ripartire per valorizzare e far rivivere nelle forme più diverse il genio che è nell’animo degli italiani”.

Per Maria Chiara Prodi, presidente della VII Commissione del Cgie “Nuove migrazioni e generazioni nuove”, che da ben tre anni lavora al progetto, “per anni si è parlato di giovani italiani fuori dall’Italia senza far parlare i diretti interessati. Qui a Palermo, venendo da tutto il mondo, ci giochiamo la possibilità di ribaltare la prospettiva con una voce multiforme, autorevole e creativa. Tutti i delegati presenti al Seminario avranno modo di conoscersi e scambiarsi informazioni. Sarà un lavoro attento per realizzare nei prossimi sei mesi un documento fattivo di ricerca per i giovani italiani nel mondo”.

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