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Il treno (freccia) bianco

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Il treno (freccia) bianco

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lunedì 15 Novembre 2021 - 09:05

Invece di migliorare siamo andati indietro. Trattati come gli indigeni con l’anello al naso, a cui vengono spacciate perline colorate per pietre preziose

Da qualche giorno è stato lanciato in pompa magna un treno sui binari siciliani. Il famoso Frecciabianca. Dovrebbe essere la risposta siciliana al Frecciarossa che va a 300 all’ora sulla linea Milano-Roma. Questo treno invece collegherà la Palermo-Catania. Presidenti, Sindaci ed Assessori tutti a congratularsi per il grande successo, con bande musicali mediatiche, giornalisti corti di memoria e pubblico non pagante.

Perché quello pagante, i pendolari, i viaggiatori si ricordano che qualche anno fa il biglietto costava 11.90 euro per lo stesso tragitto ed ora deve sborsare 3 euro in più. Ma queste sono quisquilie, direte voi. Vuoi mettere la soddisfazione di viaggiare su un treno iper moderno, ad altissima tecnologia, nuovo di zecca?

Come è di trent’anni fa? Ah! Non è nuovo?

Vabbè voi disfattisti sempre a cercare il pelo nell’uovo. Siamo certi che è un usato garantito. Chi si fida oggi delle macchine ibride, che già il nome da ansia, meglio le vecchie Jaguar di una volta, veloci ed affidabili. L’importante è che ci faccia raggiungere velocemente Catania, che il Presidente e l’assessore hanno da fare, non pettinano le bambole, loro.

E qua viene il bello. Il precedente Pop o il suo omologo da metroferrovia Jazz, che percorrevano quella tratta, nel 2015 ci mettevano, da orario ufficiale delle FS Trenitalia, 2 ore e 47 minuti. Questa Zanna Bianca alla Jack London percorre la tratta in 3 ore e 4 minuti. Diciassette minuti in più.

Invece di migliorare siamo andati indietro. Trattati come gli indigeni con l’anello al naso, a cui vengono spacciate perline colorate per pietre preziose.

Nel 2015 erano stati formalmente richiesti dalla Regione, in attesa del raddoppio parziale di linea, dei lavori di manutenzione straordinaria a RFI. Lavori per adeguare tecnologicamente le stazioni, consentendo maggiore sicurezza e controllo, migliorare tecnicamente i passaggi a livello, intervenire su dossi e disfunzionamenti sui binari, come a Sferro ed in altri siti.

Ciò avrebbe migliorato di molto la sicurezza e la marcia dei treni recuperando almeno 20 minuti. Saremmo arrivati in poco tempo a 2 ore e 27 minuti, da stazione a stazione. Diventando estremamente competitivi con il trasporto automobilistico. Nulla di tutto ciò è stato fatto.

Ed ora invece abbiamo il risultato di andare più lenti. Come l’affascinante treno storico che attraversa la valle dei templi. Ottimo per i turisti, non per i viaggiatori che lavorano o studiano.

Praticamente ci trattano come degli invalidi civili del paese. Invece del Frecciabianca potevano metterci il Treno Bianco, quello che va a Lourdes con la Croce Rossa.

Sarebbe stato più onesto intellettualmente.

Così è se vi pare.

Giovanni Pizzo

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