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Il turismo siciliano si conferma mordi e fuggi

Michele Giuliano

Il turismo siciliano si conferma mordi e fuggi

mercoledì 29 Maggio 2019 - 00:05
Il turismo siciliano si conferma mordi e fuggi

I dati del 2018 dell’Osservatorio turistico della Regione evidenziano una presenza media di tre giorni. Quasi 5 milioni di arrivi e 15,1 milioni di pernottamenti lo scorso anno con un aumento del 2,9%. Sono gli stranieri a dare maggior ossigeno al comparto

PALERMO – I turisti rimangono troppo poco sul suolo siciliano. Appena tre giorni, per visitare solo i luoghi noti, e perdendo la possibilità di conoscere un territorio ricchissimo di siti naturalistici e culturali da scoprire.

L’osservatorio turistico del dipartimento regionale Turismo, sport e spettacolo ha dipinto un quadro chiaro di una situazione che non è cambiata negli ultimi due anni, partendo proprio dai dati raccolti dall’Istat: la permanenza media sui lidi isolani nel 2018 è di circa 3 giorni, una toccata e fuga che lascia veramente poco tempo per visitare tutto ciò che di bello e interessante può essere conosciuto e ammirato.

Gli arrivi si attestano su quasi 5 milioni di presenze, con variazioni irrisorie da un anno all’altro, con un valore che si muove in positivo di poco più del 2%. Le variazioni più rilevanti, in positivo, si registrano negli arrivi degli stranieri, che tra il 2017 e il 2018 hanno registrato un aumento di oltre il 6%, per un totale di circa 700 mila presenze in più.

Negativi invece i dati che riguardano gli italiani, che riducono la propria presenza di circa lo 0,2%. In totale le presenze sono state quasi 5 milioni, con un aumento rispetto al 2017 del 3%, che si conferma anche nell’analisi dei dati relativi alle permanenze, che si attestano su poco più di 15 milioni. Una occasione persa per il settore turistico, che potrebbe in qualche modo evolversi e rendere la permanenza sull’isola più appetibile, e quindi più lunga, variegando e offerte che diventano esperienze da vivere a tutto tondo. Permettendo, anche, tra l’altro, di portare all’attenzione di chi fosse interessato di luoghi meravigliosi che ancora rimangono troppo lontani dai circuiti classici, ma che al contrario possono dare molto a chi si trova a trascorrere le proprie vacanze in Sicilia. Un percorso di crescita che potrebbe portare ad ottimi risultati, alla luce anche delle scelte dei turisti che preferiscono i lidi isolani e pernottare in strutture di buona o alta qualità, dimostrando come si tenga al comfort, che si possa unire ad esperienze enogastronomiche e culturali di uguale livello.

Sempre i dati Istat hanno registrato variazioni percentuali positive tra il 2017 e il 2018, tranne per gli alberghi di bassa qualità. Da una parte, crescono gli alberghi a 5 stelle e 5 stelle lusso, per i turisti vip, con una variazione in positivo del 5,1%, dall’altro aumentano di gran lunga gli alloggi in affitto e gli agriturismi, che rispondono alle esigenze dei viaggiatori fai da te e di coloro i quali cercano sulle terre siciliane una esperienza fatta di natura e degustazione di buon cibo.

Le due categorie aumentano rispettivamente del 12,4 e di ben il 61,9% nel passaggio dal 2017 al 2018. Ottimi risultati anche per i bed & breakfast, che aumentano in numero di oltre il 7%. Al contrario, gli alberghi con 1 o 2 stelle perdono quasi il 9% dei posti letto, scendendo su tutto il territorio a 135 esercizi per 4.209 posti letto. Anche i 3 stelle subiscono una flessione in termini di posti letto, segnando una percentuale negativa del 3,6%.

“La Regione, ben consapevole del valore strategico del settore turistico e delle sue infinite opportunità – sottolinea il governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci – ha potenziato gli investimenti, creato le sinergie per un miglioramento generale del sistema e avviato la programmazione triennale degli eventi, in modo da rendere pienamente fruibile in tutte le stagioni dell’anno il calendario degli appuntamenti. In questo modo favoriamo anche la destagionalizzazione”.

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