Impressionante risparmio sulla produzione di materia prima vergine - QdS

Impressionante risparmio sulla produzione di materia prima vergine

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Impressionante risparmio sulla produzione di materia prima vergine

sabato 05 Dicembre 2020 - 00:00

Impressionante risparmio per quanto riguarda la produzione di materia prima vergine. Il 28% dei rifiuti di imballaggio conferiti in convenzione Anci-Conai è arrivato dal Sud

ROMA – È stato di oltre un miliardo di euro il valore economico del riciclo in Italia nel 2019 con un “impressionante” risparmio di materia prima vergine, 4 milioni e 469mila tonnellate, pari al peso di 440 torri Eiffel. Considerato che “l’Italia in Europa è seconda solo alla Germania per riciclo pro-capite dei rifiuti di imballaggio” e che sono stati già raggiunti gli obiettivi europei di riciclo richiesti entro il 2025, sono risultati soddisfacenti per il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai) che ha presentato il Green Economy Report 2019 in partnership con la Fondazione Sviluppo Sostenibile.

Per quest’anno, segnato dalla pandemia, la stima vede una crescita dell’1% del riciclo dei rifiuti di imballaggio di origine domestica (a fronte del fermo in ambito industriale). E nonostante tante criticità nel 2020 il sistema dei rifiuti ha tenuto evitando anche una crisi ambientale.

“L’introduzione di provvedimenti urgenti ha dato continuità al trattamento del riciclo permettendo di continuare a gestire i rifiuti in capo al vostro sistema che a oggi si occupa di raccogliere il 30% dei rifiuti urbani e l’8% dei rifiuti totali”, ha rilevato il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli in un messaggio annunciando che “in ambito Next Generation Ue e legge di bilancio” il governo punta a strumenti che sfruttando il digitale favoriscano scelte competitive rivolte al green e all’economia circolare.

L’anno scorso il 53% dei rifiuti di imballaggio conferiti in convenzione Anci-Conai è arrivato dal Nord Italia, il 28% dal Sud e il 19% dal Centro. Ma quelle del Mezzogiorno negli ultimi cinque anni hanno registrato il maggior conferimento di rifiuti di imballaggio pro-capite.

Il rapporto sottolinea che tra il 1998 e il 2019 il sistema Conai ha garantito l’avvio a riciclo di quasi 32 milioni di tonnellate di imballaggi evitando in 22 anni il riempimento di 160 nuove discariche di medie dimensioni.

L’anno scorso il riciclo ha consentito il risparmio di acciaio quanto 702 treni Frecciarossa, di alluminio pari a 1,8 miliardi di lattine; carta pari a 433 milioni di risme di fogli A4; legno equivalente di 41 milioni di pallet; plastica, pari a 9 miliardi di flaconi in Pet per detersivi da un litro e vetro pari quasi 5 miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri. Evitato il consumo elettrico medio annuo di 6 milioni di famiglie italiane e l’emissione di Co2 pari a circa 10mila tratte aeree Roma-New York andata e ritorno.

Il presidente del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), Luca Ruini, auspica incentivi fiscali per chi, nel settore del riciclo dei rifiuti, usa la materia prima seconda. Per il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi “se fosse dipeso solo dal mercato, avremmo corso il serio rischio di avere i rifiuti per strada perché il loro riciclo non era conveniente. Questa crisi è stata evitata grazie al sistema Conai che, col contributo ambientale pagato, con bassissima elusione, dai produttori e utilizzatori di imballaggi, ha assicurato il ritiro dei rifiuti d’imballaggio della raccolta differenziata sull’intero territorio nazionale, ha consentito ai Comuni di continuare a incassare un corrispettivo economico e ai riciclatori, in particolare difficoltà, di beneficiare di un sostegno dei prezzi, mantenendo in funzione la filiera e evitando la chiusura degli impianti di riciclo”.

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