Seconda casa, nel 2019 in Sicilia una media di novecento euro - QdS

Seconda casa, nel 2019 in Sicilia una media di novecento euro

Serena Giovanna Grasso

Seconda casa, nel 2019 in Sicilia una media di novecento euro

martedì 11 Febbraio 2020 - 00:00
Seconda casa, nel 2019  in Sicilia una media di novecento euro

Secondo i dati Uil su Imu-Tasi: Catania (1.115 euro) e Siracusa (1.227 euro) le province in cui si paga di più, media nazionale di 1.070 euro. Agrigento una delle 18 province con l’aliquota più alta (10,9 per mille), 10,4 è la media Italia

PALERMO – Imu e Tasi: estremamente dispendiose per tutti, ma per i possessori di una seconda abitazione rappresentano un vero e proprio salasso. Secondo i dati contenuti all’interno del report “Imu/Tasi 2019” del servizio politiche territoriali della Uil, i cittadini siciliani hanno mediamente pagato nel 2019 circa 886 euro per Imu e Tasi sulla seconda casa. I costi sono rapportati ad un’abitazione con rendita catastale derivante dalla media ponderata delle abitazioni di ogni singola città.

Si tratta di un vero e proprio salasso per i cittadini siciliani, ma è bene dire che mediamente a livello nazionale va anche peggio: infatti, per il 2019 l’importo medio corrisposto si è attestato sui 1.070 euro. A livello provinciale, è curioso rilevare come nel Capoluogo (745 euro annui) si paghi meno di quanto non si faccia in altre province dell’Isola, come Agrigento (955 euro) e Ragusa (972 euro). Addirittura, a Catania (1.115 euro) e a Siracusa (1.227 euro) si paga anche più rispetto alla media nazionale.

C’è anche da dire che ad Agrigento l’aliquota Imu-Tasi è superiore rispetto a quella applicata a Palermo (rispettivamente 10,9 per mille e 10,6 per mille). Proprio Agrigento è tra le diciotto province in cui l’aliquota complessiva Imu-Tasi supera quella massima dell’Imu (10,6 per mille). Tra queste troviamo anche Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Matera, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona che hanno scelto l’aliquota dell’11,4 per mille, Macerata l’11,3 per mille, Terni e Siena l’11,2 per mille, Lecce, Massa e Venezia l’11 per mille. Nell’Isola l’aliquota media risulta ben superiore rispetto a quella osservata mediamente a livello nazionale (rispettivamente 10,6 per mille e 10,4 per mille).

In generale, nei grandi capoluoghi italiani si sborsa mediamente quasi il doppio di quanto non accada a livello nazionale: infatti, è esattamente quello che si verifica a Roma (2.064 euro annui per Imu e Tasi sulla seconda casa), Milano (2.040 euro) e Bologna (2.038 euro). Mentre Asti (580 euro), Gorizia (582 euro) e Catanzaro (659 euro) sono le città in cui l’Imu sulla seconda casa pesa di meno. A livello nazionale, questi pagamenti hanno interessato complessivamente circa 25 milioni di persone, di cui il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati.

In Sicilia gli importi medi corrisposti sulle seconde pertinenze delle abitazioni principali risultano essere più elevati rispetto alla media nazionale (rispettivamente 58 euro e 55 euro annui). Per la nostra regione, le punte massime si registrato a Catania (67 euro annui), Caltanissetta (64 euro) e Trapani (60 euro). A Messina e Palermo, invece, si osservano gli importi medi più contenuti (in entrambi i casi pari a 48 euro). A livello nazionale, anche in questo caso troviamo ai primi posti gli importi pagati da Roma (110 euro in media), Milano (99 euro) e Bologna (96 euro).

Ad incidere maggiormente sono gli importi sborsati per il box auto (in Sicilia mediamente pari a 80 euro), mentre risultano molto più leggere le tasse pagati sulle cantine (circa 34 euro). Relativamente ai box auto, in Sicilia si è pagato di più a Catania (95 euro annui), Enna (89 euro), Siracusa e Caltanissetta (in entrambi i casi 86 euro).

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