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In Sicilia investimenti al palo, l’incertezza alimenta i risparmi

Raffaella Pessina

In Sicilia investimenti al palo, l’incertezza alimenta i risparmi

martedì 03 Dicembre 2019 - 00:00
In Sicilia investimenti al palo, l’incertezza alimenta i risparmi

Osservatorio regionale del credito: presentato il rapporto annuale. Desertificazione bancaria: solo 23 istituti con sede legale nell’Isola

PALERMO – È stato presentato ieri, nella sede dell’assessorato regionale all’Economia a Palermo, il rapporto annuale sull’andamento bancario, sulla articolazione territoriale degli istituti di credito, dei depositi e dei prestiti concessi alle aziende e alle famiglie siciliane. I dati sono aggiornati al 31 dicembre 2018.

La struttura complessiva del sistema bancario siciliano risulta costituita da 59 banche attive con 1273 sportelli (erano 68 con 1762 sportelli nel 2010). In tale contesto si vedono ridotte a 23 le banche aventi sede legale in Sicilia (erano 35 nel 2010). Il 26,2% dei comuni siciliani (in pratica 102 comuni su 390) risulta ormai privo di uno sportello bancario. Crescono i risparmi, meno gli affidamenti. I depositi sono aumentati rispetto agli anni precedenti.

In tutte le aree analizzate la maggior parte degli impieghi erogati dalle banche al settore produttivo viene destinata ai servizi (in Sicilia l’incidenza delle attività terziarie sul totale degli impieghi ha un peso più elevato se confrontato con la media nazionale). Sono state favorite in particolare le piccole e micro imprese, soprattutto quelle con meno di 20 dipendenti (il 28,6% del totale degli impieghi, rispetto al dato nazionale pari al 18%); gli impieghi in favore delle imprese con almeno 20 addetti assorbono, invece, nell’Isola il 71,4% dei prestiti al settore produttivo, rispetto al 82% della media nazionale.

A dicembre 2018 più della metà (54,5%) degli impieghi erogati in Sicilia è risultato destinato alle famiglie, a fronte di un dato medio nazionale del 32,4%, conferma della desertificazione imprenditoriale in corso. Tale andamento risente in particolare della contrazione del credito al settore produttivo e della debolezza degli investimenti. Il rapporto pone l’accento sul fenomeno della desertificazione bancaria poiché un comune su quattro è ormai privo di servizi bancari.

“Prendiamo atto – ha dichiarato il vicepresidente ed assessore all’Economia, Gaetano Armao – che il sistema bancario siciliano, profondamente mutato nella sua morfologia, deve dimostrare di saper far di più di fronte alla ripresa della propensione al risparmio e dell’aumento della raccolta, incrementando l’offerta di credito per sostenere lo sviluppo.

Sul fenomeno specifico delle chiusure, nei comuni con un solo sportello, l’Assessorato ha avviato con l’Abi-Sicilia un confronto per contenere i disagi ai cittadini e contrastare la riduzione dei servizi bancari e con Poste italiane, l’adozione di misure di accompagnamento per la copertura delle aree sprovviste di sportello“. All’incontro erano presenti rappresentanti dell’Irfis, dell’ABI-Sicilia (Claudio Passerini), dell’Asso Confidi (Rosario Carlino). Prestiti in netta diminuzione: mutui, carte di credito, prestiti, operazioni di factoring e leasing rilasciati dalla banche, sono scesi a 57 miliardi, 882 milioni, contro i 61 miliardi del 2017.

Anche le sofferenze bancarie (procedura utilizzata dalle banche costrette ad agire legalmente quando i crediti diventano inesigibili) risultano in calo, anche se in Sicilia, il rapporto tra sofferenze e impieghi è più elevato rispetto alla media nazionale. È stato evidenziato che il Fondo di garanzia rappresenta una eccellenza in Sicilia: grazie all’accordo con Mise e Mef, sono stati conferiti alla Sezione speciale Sicilia del Fondo di Garanzia oltre 102 milioni di euro di fondi Ue per garantire le banche nell’erogazione dei prestiti, tanto che è stata sottoposta all’esame della rimodulazione del programma la proposta di raddoppiarne l’importo. Sul punto si è evidenziato che nonostante sia sta segnalato da mesi al Ministero l’esigenza di modificare il regolamento per scongiurare la richiesta di garanzie superiori al 20%, ed i numerosi solleciti, quest’ultimo rimane incredibilmente inerte.

Lo scorso luglio 2019 è stato inoltre stipulato con Mise e Mef un Accordo integrativo introducendo per la prima volta in Sicilia lo strumento del “Tranched Cover”, strumento di garanzia per le banche, affinché possano erogare credito alle imprese con più facilità e minori costi sui tassi di interesse, potenziando il coinvolgimento dei Confidi.
L’intervento prevede uno stanziamento iniziale di 5,6 milioni di euro favorendo le start-up e le imprese femminili.

“Le misure adottate dal Governo regionale – ha detto Armao – mirano a contrastare la restrizione all’accesso che assume, peraltro, connotati paradossali in tempi di tassi bassi. Stiamo lavorando al rafforzamento della cooperazione con le istituzioni regionali, come con l’affiancamento alle imprese per l’utilizzo delle risorse europee”.

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