Infrastrutture iblee, Italia viva propone di monitorarle - QdS

Infrastrutture iblee, Italia viva propone di monitorarle

Stefania Zaccaria

Infrastrutture iblee, Italia viva propone di monitorarle

martedì 10 Dicembre 2019 - 00:00
Infrastrutture iblee, Italia viva propone di monitorarle

L’idea è quella di attenzionare gli interventi da effettuare in vista dei 120 miliardi di investimenti. “La politica deve creare le condizioni migliori per far sì che queste problematiche possano risolversi”

RAGUSA – Un osservatorio trasversale per monitorare le infrastrutture del territorio ibleo. È questa la proposta che arriva dai comitati promotori di Italia viva dell’area ragusana.

Un “deficit” infrastrutturale è quello che si delinea osservando le opere in provincia, grandi incompiute e relativi comparti più o meno fermi. Per Italia viva, infatti, bisognerebbe attenzionare maggiormente gli interventi da effettuare, quelli già iniziati e quelli promessi da sempre, e preparare le istituzioni del territorio nel caso in cui si attuasse il sostenuto rilancio da 120 miliardi per investimenti e infrastrutture.

“Naturalmente – hanno evidenziato i rappresentanti di Italia viva a livello provinciale – è un nervo sempre scoperto e non è un caso che si puntino i riflettori proprio su questo aspetto. La nostra provincia ha bisogno di progetti cantierabili e di fondi da investire. Sono due condizioni strettamente correlate tra di loro. Ma per far ciò che accada qualcosa è indispensabile essere preparati nella maniera migliore, avere, cioè, le carte in mano. Sarebbe poi tanta peregrina l’idea della creazione di un osservatorio infrastrutturale per dare risposte in questo particolare ambito? Sappiamo che esiste già il comitato sulla Ragusa-Catania che ha svolto un lavoro apprezzabile negli anni. E se questo organismo, con valenza trasversale, interessando sia gli enti locali territoriali quanto l’associazionismo per non parlare dei rappresentanti politici del territorio, allargasse, articolandosi in una maniera adeguata, la propria sfera di competenza? Cercando, per quanto possibile, di intercettare i fondi che potrebbero arrivare con un fine ben preciso, quello del rilancio delle infrastrutture?”.

Sono diversi gli ambiti che si potrebbero analizzare: oltre alla Ragusa – Catania, infatti, sono numerosi gli interventi di cui la provincia iblea avrebbe bisogno. “Ci sono tante questioni a cui si potrebbe garantire una risposta in maniera compiuta – hanno continuato – la Ragusa-Catania ovviamente, l’aeroporto di Comiso, il porto di Pozzallo, l’autostrada Siracusa-Ragusa-Gela, la variante della Ss 115 nel tratto Comiso-Vittoria, il potenziamento delle tratte ferroviarie. Tutte infrastrutture di cui sentiamo parlare da decenni e che, però, tra alterne vicende, non sono mai decollate. Riteniamo che la politica debba creare le condizioni migliori per far sì che queste problematiche irrisolte possano indirizzarsi verso una strada risolutiva”.

“La nostra – hanno concluso – è una proposta a respiro politico e arriva proprio da Italia Viva perché Renzi e il suo entourage, non dimentichiamolo, sono stati gli unici che hanno dimostrato, negli ultimi anni, di saperci fare con il discorso infrastrutturale. Basti pensare, per guardare il livello nazionale, all’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria o, ancora, per il livello locale, ai 18 milioni di euro che sono stati destinati alla metropolitana di superficie di Ragusa”.

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