Insularità, "Insufficienti i cento milioni offerti da Roma” - QdS

Insularità, “Insufficienti i cento milioni offerti da Roma”

Raffaella Pessina

Insularità, “Insufficienti i cento milioni offerti da Roma”

martedì 23 Novembre 2021 - 04:15

Questa l'opinione di Gaetano Armao, vicepresidente della Regione Sicilia, audito ieri in Parlamento. I costi della tassa occulta pagata dai siciliani quantificati in sei miliardi di euro all'anno

PALERMO – Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, è intervenuto presso le Commissioni congiunte bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nell’ambito delle audizioni preliminari all’esame del disegno di Legge di Bilancio per il 2022.

Tra i temi trattati vi è stato quello molto caro al governo Musumeci dell’insularità, per i cui costi, quantificati in oltre 6 miliardi di euro all’anno e certificati dalla Commissione paritetica lo scorso anno, lo Stato concederebbe alla Sicilia un contributo di 100 milioni di euro, cifra del tutto insufficiente. “Di certo rappresenterebbero un primo gesto di riconoscimento della tassa occulta che i cittadini insulari d’Italia sono chiamati a pagare, ma chiederemmo una forma di riconoscimento più consistente sul piano finanziario. Il tema della condizione dell’insularità – ha dichiarato il Vicepresidente Armao nel corso dell’audizione – vede oggi il Parlamento ed il governo molto attivi, non solo nella Introduzione della suddetta condizione nel ddl infrastrutture ma anche nel disegno di legge costituzionale, già approvato dal Senato e che ora passerà alla Camera, con un’integrazione all’articolo 119 che prevede un riconoscimento a fronte di questi costi, che ammontano a oltre 6 miliardi per la Sicilia”.

È stato affrontato anche il tema della situazione dei comuni siciliani, molti dei quali con una situazione finanziaria insostenibile e per i quali si era mobilitata l’Anci Sicilia, con il presidente regionale Leoluca Orlando. Come si ricorderà oltre 200 sindaci poche settimane fa sono andati a Roma per incontrare parlamentari, ministri, esponenti dell’esecutivo e prefetti, per evidenziare la condizione insostenibile e chiedendo la approvazione delle norme di attuazione, già deliberate dalla Commissione paritetica, che consentano il differimento dei termini di approvazione del bilancio ed il recepimento degli emendamenti che l’Anci Sicilia ha presentato al Parlamento e al Governo finalizzati ad evitare i dissesto dei comuni stessi che non potrebbero più garantire i servizi ai cittadini. Ulteriori 100 milioni sono stati chiesti dal vicepresidente della Regione per le Zfm, Zone Franche Montane, per le quali l’Assemblea regionale ha già approvato un disegno di legge voto, attualmente all’esame della commissione finanze del Senato, per poterle avviare e dando nuove opportunità di sviluppo al sistema delle montagne.

Armao, nella sua qualità di coordinatore della Commissione Affari Europei ed Internazionali della Conferenza delle Regioni e Province Autonome ha inoltre affrontato, nel corso dell’audizione, alcune questioni inerenti i fondi europei e la governance del Pnrr: “Non si può procedere con una governance che potremmo definire claudicante ed in ogni caso non coerente con la Costituzione e con l’obiettivo comune di conseguire la piena utilizzazione delle risorse”. Sull’utilizzo del Fondo di Sviluppo e Coesione per finanziare i fondi europei della prossima imminente apertura della programmazione 21-27, Armao ha chiesto di consentire il co-finanziamento dei fondi Sie regionali con i fondi Fsc. Chiesta infine la semplificazione, anche per i Fondi Sviluppo e Coesione ed ai fondi europei per snellire e allineare la spesa del Pnrr con la spesa dei fondi europei.

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