Italiani poco ottimisti e risparmiatori - QdS

Italiani poco ottimisti e risparmiatori

Marco Carlino

Italiani poco ottimisti e risparmiatori

sabato 07 Dicembre 2019 - 00:00
Italiani poco ottimisti e risparmiatori

Indagine Intrum: l’84% dei nostri concittadini mette da parte una parte della propria busta paga. Ossessione bollette: per l’83% degli intervistati sono le priorità seguite dalle spese sanitarie

CATANIA – Gli italiani sono finanziariamente stressati e ossessionati dal risparmio. A rivelarlo è Intrum (operatore europeo dei servizi al credito nato nel 2017 dall’unione della norvegese Lindorff e della svedese Intrum Justitia), attraverso i dati pubblicati nella settima edizione dell’European Payment Consumer Report (Ecpr).

Sulla base del confronto tra le risposte di oltre 24mila consumatori di 24 Paesi europei (oltre mille in Italia) emerge che ben l’84% degli italiani mette ogni mese da parte una somma della propria busta paga. Nove punti in più rispetto alla media europea, ferma al 75%.

Chi lo fa è comunque insoddisfatto e teme per il proprio futuro una volta arrivato il momento di andare in pensione: più della metà dei risparmiatori interpellati (53%) ammette che la cifra del proprio reddito mensile messa in cascina è inferiore a quella desiderata e il 40% rivela perplessità sull’esigenza di potersi garantire un piano previdenziale soddisfacente che permetta un tenore di vita confortevole una volta uscito dal mondo del lavoro.

Il 69% dei cittadini italiani afferma di avere pagato tutte le bollette in tempo negli ultimi 12 mesi (77% media europea). Luce e gas sono la priorità con l’83% degli intervistati che le mette al primo posto, seguite dalle spese sanitarie (60%). Gli esborsi per internet e la banda larga (56%) risultano inoltre prioritarie sull’affitto (27%).

Dall’analisi di Intrum si evince anche che i nostri connazionali non credono nel ricorso ai prestiti. Mutui a parte, solo il 22%, due punti in meno rispetto alla media europea, ha fatto ricorso ad un finanziamento per far fronte alle spese ordinarie.

A livello europeo il clima di incertezza che si respira nel Vecchio Continente non aiuta – sottolinea l’indagine. Il 44% degli intervistati si è detto preoccupato per l’attuale debolezza economica europea e pensa che questa possa avere ripercussioni negative sulla propria condizione finanziaria.

Tra i consumatori europei la paura comune è il costante aumento del costo della vita. Il 45% degli intervistati afferma che gli impegni finanziari ricorrenti, hanno una crescita inversamente proporzionale a quella del proprio stipendio. Inoltre, il 43% si dice preoccupato del fatto che questi maggiori costi abbiano un effetto negativo sul proprio benessere, stress finanziario che sale al 48% in presenza di famiglie con bambini. La paura di trovarsi impreparati di fronte a spese improvvise e i beni di consumo sono in testa alle motivazioni che inducono il consumatore europeo a risparmiare. E per la pensione? Solo il 30% risparmia in vista della sua integrazione.

Non solo paura e risparmio, ma anche poca conoscenza. Come aveva già rivelato il rapporto Consob del 2019 e come conferma il 16esimo posto su 24 nella graduatoria stilata da Intrum, in Italia la cultura e l’educazione finanziaria sono concetti poco diffusi. Solo il 58% degli italiani, infatti, è in grado di dare una corretta definizione di concetti chiave come inflazione, tasso d’interesse variabile o bilancio.

Soprattutto tra i giovani, la ricerca rintraccia una crescita della cultura dell’indebitamento per finanziare le proprie spese, nonostante non abbiano disponibilità economiche delle generazioni precedenti.

Il 51% dei giovani tra i 18 e i 21 anni pensa che il marketing spinto dai social media li stia portando a spendere molto di più di quanto possono permettersi. Social network e gli shop online, oltre a facile accesso a forme smart di finanziamento, sono dunque i vettori principali di un’attitudine che desta non poche preoccupazioni.

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