La deriva dell’Occidente - QdS

La deriva dell’Occidente

web-la

La deriva dell’Occidente

Giovanni Pizzo  |
mercoledì 14 Settembre 2022 - 07:41

Sono l’America ed il suo concetto di mondo che, parafrasando Ford, H. Ford non Donald, ciò che va bene per gli Stati Uniti va bene per il mondo?

Intanto bisognerebbe intendersi cosa è oggi l’Occidente. Sono l’America ed il suo concetto di mondo che, parafrasando Ford, H. Ford non Donald, ciò che va bene per gli Stati Uniti va bene per il mondo?

L’Ucraina e l’Europa

Come forse sta succedendo in Ucraina? L’Occidente è l’Europa, che dall’ellenismo è la culla della civiltà? E cosa è l’Europa oggi? Abbiamo capito che ha perso nella sua carta fondativa il riferimento alle sue radici cristiane, al Sacro Romano Impero, il cui rappresentante più autorevole fu lo Stupor Mundi, Federico II di Svevia. Quindi non è più Ellenica, non è più Latina, non è più Cristiana, ma che cos’è ?

Era nata forzando i nazionalismi distrutti dalla più grande guerra mai combattuta, la prima guerra globale, dalle Fiandre a Pearl Harbor, dagli Urali alle Midway. Era nata per principi umanitari, per pacificare popoli in guerra da secoli, per dire No all’esasperazione del concetto di Nazione.

Il mercato comune

Ma era nata anche per scopi più prosaici, come Mercato Comune, ai tempi del Carbone e dell’Acciaio, se non per Dio almeno per Mammona, si sono detti i Padri Fondatori. Pecunia non olet come i fascismi ed i nazionalismi spinti. Intanto c’è da distinguere tra Patria e Nazione.

Il concetto di Patria appartiene ad un mondo antico, poi nell’ottocento i moti in tutta Europa, il famoso ’48, furono ispirati alla difesa di Popoli che cercavano un’identità in mezzo a Stati secolari costruiti su dinamiche feudali. Il concetto di Nazione viene traguardato come parola identitaria del nuovo secolo il tragico Novecento. Dal concetto di difesa si passa al concetto di attacco, a nemici interni ed esterni.

Da nazione come topos geografico culturale si arriva alla sua aggressiva trasposizione nel nazionalismo, un logos dove l’ideologia prende il sopravvento per ammansire non più un popolo, una comunità, ma la gente, la massa di individui che tentano un minimo comune multiplo contro un massimo comun divisore. Alla fine dell’ottocento molte teorie sociali e filosofiche, nate nell’illuminismo, staccano le membra dal corpo, materialismo e superomismo, prefigurano l’individuo come unità basica, scisso dal corpo della Chiesa cristiana o dalla famiglia, spesso non produttiva di sviluppo della persona. E l’individuo si aggrega, per somma di singoli, numerosi, affetti da stesse pulsioni o problemi, in masse.

E qui l’ideologia, tra singoli destrutturati, fa breccia. Il Novecento è un fluorilegio di nazionalismi declinati in vari modi, da quelli socialisti a quelli comunisti, fino a fascismi e nazismi. La Seconda Guerra mondiale mette fine a questa pandemia, fino ad oggi. Oggi il seme del nazionalismo, in un’Europa esclusivamente burocratico-mercatista, ha ripreso a proliferare.

La socialdemocratica Svezia, culla del Welfare Europeo, nazione di tolleranze e diritti a tutto campo, si risveglia con la fortissima avanzata delle destre nazionaliste. Ed è capitato in tutti i Paesi dell’Unione, con punti di tenuta in Francia e Germania, ma con avanzamento progressivo nei paesi ad est ed ovest dell’asse Franco-Tedesco. Questo è frutto evidente del fallimento dell’Europa di oggi, quella di De Gasperi e di De Gaulle, di Adenauer e Schumann non c’è più.

Un’Europa che non ha saputo leggere le sfide dei tempi, dello scontro tra Oriente ed Occidente, distratta dal suo Mercatismo teutonico, non ha capito il cambiamento climatico e le sue ineludibili effetti migratori, non ha capito il Sud ed il Mediterraneo, non ha capito l’Africa, consegnandola alla Cina, non ha capito il medioriente, quando già lo aveva compreso Alessandro Magno, non ha capito la Russia, il più grande Stato mai conosciuto. Se da un lato la guerra in Ucraina forse i Russi non la vincono, il nazionalismo, nuova fede della Russia post-sovietica, sta dilagando da Est verso Ovest in tutto il continente europeo. Entra dentro gli individui e ne contagia altri, perché gli individui quando hanno gli stessi problemi diventano masse. E le masse trovano sempre qualcuno interessato a guidarle, ad assecondarne umori e succhi gastrici.

Non c’è sempre bisogno di birrerie, di Putsch o di Marce, per assecondare il Pendolo della Storia. Bastano miopie e indifferenza, privilegi di pochi e malessere di molti. Se cade la socialdemocrazia svedese che assicurava il benessere a tutti, anche agli stranieri, fin dalla nascita, cade il concetto di un’Europa materna che accudisce i suoi popoli. Questo perché il concetto di popolo unico, nonostante Erasmus e libertà di circolazione delle persone, è arrivato troppo in lungo, abbiamo aperto troppo presto a popoli non pronti, ed ora il vento dell’Est sta sferzando il Vecchio, oggi vecchissimo, Continente. Ci apprestiamo a vedere un Campionato Europeo dei Nazionalismi. E tra poco l’Italia scenderà in campo con il suo peso non indifferente.

Così è se vi pare.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684