On demand la Mezzogiorno diretta dalla Comencini - QdS

On demand la Mezzogiorno diretta dalla Comencini

Francesco Torre

On demand la Mezzogiorno diretta dalla Comencini

venerdì 15 Maggio 2020 - 00:00
On demand la Mezzogiorno diretta dalla Comencini

Con il film con "Tornare": dopo anni di assenza (prima forzata, poi volontaria), Alice rientra a Napoli per i funerali della madre. Flashback, apparizioni, riflessi ed epifanie tracciano il percorso multisensoriale di un doloroso ritorno

TORNARE
Regia di Cristina Comencini. Con Giovanna Mezzogiorno (Alice), Vincenzo Amato (Marc).
Italia 2019, 107’.
Distribuzione: Vision Distribution (attualmente su diverse piattaforme video on demand)

Dopo anni di assenza (prima forzata, poi volontaria), Alice torna a Napoli per i funerali della madre. Flashback, apparizioni, riflessi ed epifanie tracciano il percorso multisensoriale di un doloroso ritorno.

Cristina Comencini batte strade note, il patetismo dei cuori infranti e le agnizioni traumatiche, e per questo il collegamento con “La bestia nel cuore” risulta quasi automatico. I dialoghi affettati, il simbolismo esibito, lo strabordare di cliché visivi (ralenti e occhi di bue nelle scene di ballo) e narrativi (droga, sesso, maldicenze, abusi) sembrano avere però un impatto devastante sull’equilibrio generale del film, inquinando quasi del tutto le novità linguistiche e una certa dose di audacia formale che l’opera senz’altro immette nella filmografia della regista.

Popolata da fantasmi, la sceneggiatura mette in scena proiezioni mentali e abissi della memoria, salvo poi virare in maniera bizzarra verso il thriller psicologico. Formalmente colpisce il mancato ricorso alla soggettività del punto di vista, come pure l’uso puramente illustrativo di una location così evocativa come Napoli. I ridotti movimenti di macchina, il claustrofobico uso degli interni, il taglio sempre molto ravvicinato delle inquadrature non fanno poi rimpiangere la mancata distribuzione nelle sale.

Lavora invece in maniera piuttosto sotterranea la traccia probabilmente più significativa della sceneggiatura, messa in scena con maggiore sicurezza e coerenza stilistica: la rappresentazione dell’invisibilità. Bambina e adolescente inesistente agli occhi dei genitori, Alice è una donna che si immagina non vista nemmeno all’interno delle creazioni della propria mente. Questo ovviamente le permette di osservare non osservata, come dall’esterno, e di procedere verso il disvelamento dei traumi passati, ma getta più di un seme di angoscia e verità su temi sempre attuali come responsabilità individuale, autostima e ruolo familiare e sociale della donna.

Voto: ☺1/2☻☻☻

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