La questione irrisolta della Sicilia: "È il momento di applicare lo Statuto speciale per evitare di finire in miseria” - QdS

La questione irrisolta della Sicilia: “È il momento di applicare lo Statuto speciale per evitare di finire in miseria”

redazione

La questione irrisolta della Sicilia: “È il momento di applicare lo Statuto speciale per evitare di finire in miseria”

venerdì 26 Febbraio 2021 - 00:00


Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di una nostra lettrice, Maria Francesca Briganti

Caro Direttore,

Dalle colonne del Suo quotidiano ho iniziato la mia battaglia con la Regione, prima rivolgendo i miei appelli al Presidente Musumeci per velocizzare il pagamento della cassa integrazione, e in seguito, cercando di far giungere le mie proposte al governo regionale su come salvare le imprese e i siciliani dalla miseria.

Ebbene, questa estate sono riuscita ad avere l’attenzione dell’Assessore Armao, sin da subito ha messo a disposizione i funzionari del suo Gabinetto per cercare di trovare una sintesi concreta alla mia proposta, che riguarda la sospensione dei tributi per evitare che appena verranno sbloccati i licenziamenti, ci sia una vera “ondata” di nuovi disoccupati e fallimenti delle nostre imprese. Se non si scrive un patto sociale con le imprese, come pensano di contenere questa preannunciata “bomba sociale”?

Lo sa a che punto siamo? Come al solito il teatrino della politica e dei burocrati ha frenato una buona proposta; così due settimane fa ho chiesto un incontro urgente con l’Assessore Armao, ma a quanto pare la Legge di Bilancio, che dalle indiscrezioni emerge che non ci sarà un aiuto come da me proposto, frena il mio incontro con l’Assessore. Cosa è successo nel frattempo? Adesso mi pare opportuno che la vicenda sia di dominio pubblico, per capire quali sono le intenzioni del governo siciliano.

Questo teatrino delle chiusure e dell’alienazione delle libertà individuali, è un gioco di potere politico che alimenta la paura dei cittadini ed ha solo accelerato l’epilogo dell’economia siciliana, aprendo la questione siciliana, all’interno della questione meridionale. Se fossi l’Assessore Armao andrei a rispolverare la Delibera 197 del 2018; di certo si ricorderebbe quante parole ha scritto di biasimo nei confronti dell’ex Presidente Crocetta, quando ha svenduto la Sicilia con gli accordi del 2014. Peccato che nel 2020 è toccato al loro governo ritenere il disavanzo, una mera partita contabile, un debito pluriennale da restituire a Roma con gli interessi che pagheranno i siciliani. Adesso è tempo di dimostrare quanto siciliano sia il Presidente Musumeci e il suo vice Armao, ricordandogli che hanno giurato di essere fedeli allo Statuto. Pertanto, sono ancora disponibile al dialogo e a negoziare, ma non accetto che mi si prenda in giro, questa è la partita che dobbiamo giocarci per non finire in miseria.

Maria Francesca Briganti
Lentini

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