Lo sport non si ferma, si sposta a cielo aperto - QdS

Lo sport non si ferma, si sposta a cielo aperto

redazione

Lo sport non si ferma, si sposta a cielo aperto

martedì 17 Novembre 2020 - 00:00
Lo sport non si ferma, si sposta a cielo aperto

La risposta a divieti e chiusure, le palestre “invadono” i parchi

Il ventesimo appuntamento della Pagina Bellezza del Qds è dedicato allo sport che non si ferma, anche in piena pandemia. Con palestre e piscine chiuse, l’attività fisica, infatti, si sposta all’aria aperta, sempre nel rispetto delle regole anti-assembramenti e del distanziamento sociale.

Un’iniziativa in tal senso, è arrivata nei giorni scorsi dalla collaborazione tra “Sport e salute” e l’Anci che ha dato vita al progetto “Palestre a cielo aperto” nei parchi.

“In questa fase emergenziale lo sport non può fermarsi, per questo dobbiamo mettere in campo fantasia e coraggio e, a tale scopo, abbiamo pensato di dare a tutti la possibilità di fare sport nei parchi mettendo a disposizione attrezzature e competenze dei collaboratori sportivi e delle leggende azzurre”. Sono le parole con cui il presidente e ad di Sport e Salute, Vito Cozzoli, ha illustrato l’accordo siglato assieme all’Anci, ‘Sport nei parchi’, una iniziativa che porterà ad un bando rivolto ai comuni per fornire ai cittadini negli spazi verdi attrezzature per la pratica sportiva.

“Si tratterà – ha aggiunto Cozzoli – di vere e proprie palestre a cielo aperto, Sport e Salute metterà a disposizione le attrezzature nei parchi, con tanto di tutorial e Qr Code attraverso i quali si potrà usufruire di allenamenti e lezioni a distanza coadiuvati dalle leggende azzurre’’. Tra i primi ‘legend’ a prenderne parte gli olimpionici Manuela Di Centa e Massimiliano Rosolino.

“Si tratta di spazi altrimenti inutilizzati – ha proseguito il presidente Cozzoli – ad animare l’iniziativa ‘Sport nei parchi’ saranno le società sportive e associazioni sportive dilettantistiche. La volontà non è assolutamente quella di fare concorrenza alle palestre ma supportare le società sportive che non possono usufruire di spazi all’aperto”.

Tra meno di un mese, la Grand Stand Arena del Foro Italico diventerà il progetto pilota con quattro aree attrezzate distribuite su 800mq a disposizione della cittadinanza e delle società sportive. Un circuito di workout per atleti più esperti, un’area fitness tradizionale, un’area fitness per i praticanti con disabilità, un circuito bambini che non sarà un’area di gioco ma sarà un’area sportiva.

“Come pilot simbolico partiamo da Foro Italico che farà da apripista, qui avrà sede il primo incubatore di start-up innovative in Europa. Lo sport può crescere grazie all’innovazione che può far fare il salto di qualità”, ha sottolineato Cozzoli. L’iniziativa ‘Sport nei parchi’ potrà ulteriormente crescere grazie all’apporto dei privati.

“Il progetto partirà con un fondo simbolico, ma integreremo il protocollo con l’apertura ai privati che potranno sostenere l’iniziativa. Il progetto guarda più in là, c’è il tema di sfruttare di più i parchi che a volte hanno infrastrutture da rivitalizzare perché oggi un po’ abbandonate. I parchi sono habitat naturale, l’opportunità in più per i praticanti di svolgere attività fisica”.

Infine un accenno alle prossime iniziative che Sport e Salute è pronta a lanciare, tra cui uno ‘Urban Sport WeekEnd’, ovvero “weekend sportivi in cui saranno le società dilettantistiche a mettere a disposizione strutture per la cittadinanza”.

A co-firmare il progetto per l’Associazione nazionale comuni italiani, Roberto Pella, vice presidente vicario dell’Anci. ‘‘Comuni e sindaci sono coloro che in qualche modo possono sensibilizzare sempre di più la popolazione all’attività fisica. Le nostre città, i nostri comuni, anche i più piccoli, hanno delle eccellenze meravigliose di parchi, di strutture, di sentieri che possono in qualche modo rappresentare al meglio quelle che sono anche le bellezze paesaggistiche, le bellezze ‘green’ del nostro Paese’’.

“Il nostro interesse è di sensibilizzare sempre di più quella popolazione che non è interessata da una partecipazione agli sport professionistici, con questa iniziativa cerchiamo di coinvolgere dal bambino che ha 4-5 anni e inizia a fare le prime corsette fino al nonno che magari lo accompagna, perché pensiamo che questo possa rappresentare al meglio un duplice vantaggio: la valorizzazione dei nostri parchi, il portare a vivere il contesto green, e lo sport di famiglia”.

“Il 98% dell’impiantistica sportiva è di proprietà dei comuni, oggi non possiamo pensare che i comuni possano creare una nuova generazione di impiantistica perché è già difficile mantenere in salute e in sicurezza l’impiantistica che abbiamo: poter valorizzare momenti importanti come queste palestre a cielo aperto è positivo perché ha dei costi limitati e, soprattutto, può avere una partecipazione molto più alta rispetto a qualsiasi impianto sportivo stesso”, ha concluso il vicepresidente vicario dell’Anci.

calcio fiorentino

QUANDO LO SPORT INCONTRA LA SOLIDARIETÀ

I calcianti del Calcio Storico fiorentino allenano i malati di Parkinson

Il Calcio Storico Fiorentino in aiuto dei malati di Parkinson. Per tutto il mese di novembre i calcianti appartenenti alle squadre dei quattro colori della città, alleneranno i pazienti dell’associazione ‘‘Un gancio al Parkinson’’, la prima in Italia a praticare la boxe senza contatto per rallentare il decorso della malattia.

L’iniziativa, spiegano i promotori, nasce dalla volontà di mettere insieme due realtà accomunate dalla stessa passione: quella dei calcianti verso i propri colori e le loro tradizioni e quella dei malati affetti da Parkinson, che lottano contro la malattia con grande determinazione e spirito di sacrificio.

A dirigere gli allenamenti al Training Lab di Firenze, il centro medico dove i pazienti dell’Associazione praticano gratuitamente l’attività, saranno quattro pugili professionisti appartenenti ai quattro colori: David Cappelletti per i Bianchi, David Recati per i Verdi, Marco Casamassima per i Rossi e Marcello Trotta per gli Azzurri. Ognuno di loro dedicherà un giorno alla settimana all’allenamento.

“Abbiamo scelto di far partire questa iniziativa a Novembre perché in questo mese, ovvero sabato 28, si tiene la giornata nazionale del Parkinson – spiega il dottore Maurizio Bertoni, presidente dell’associazione ‘Un Gancio al Parkinson’. – Purtroppo quest’anno le norme anti Covid-19 non ci consentono di organizzare eventi di ampio respiro, ma abbiamo comunque voluto dare un segnale, mettendo insieme due realtà cittadine accomunate da valori importanti come lo spirito di squadra e di comunità e la determinazione nel raggiungere un obiettivo preciso’’.

L’associazione ‘‘Un gancio al Parkinson’’ segue gratuitamente, due volte a settimana, 39 pazienti (26 uomini e 13 donne) di età compresa tra i 50 e gli 85 anni. Ognuno di loro pratica la boxe senza contatto, perché lo scopo non è colpire l’avversario, ma favorire la mobilità. Gesti fluidi, puliti, pugni al sacco, schivate, comandi secchi e cadenzati sono quindi gli strumenti giusti per coordinare gli arti, migliorare la postura, la capacità di deambulazione e anche i riflessi. Qualità che si allenano molto bene attraverso il pugilato. Da questa esperienza deriverà anche una pubblicazione scientifica, che analizzerà i benefici dati dalla boxe ai fini del rallentamento dei sintomi del Parkinson.

I primi effetti positivi sono comunque già ben visibili. Secondo l’Associazione, infatti, dopo i primi 3 mesi di allenamento i pazienti mostrano un buon miglioramento dell’equilibrio, della postura e della coordinazione, riuscendo a muoversi e camminare in modo migliore e a mantenere questi progressi nel medio-lungo periodo. Si registra poi un netto miglioramento dell’umore. Oggi chiunque soffra di questa malattia può rivolgersi gratuitamente all’Associazione ‘‘Un gancio al Parkinson’’ ed allenarsi al Centro Training Lab, seguito da istruttori di boxe, appositamente formati.

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