Mare privatizzato, scatta l’ora della concorrenza. Occasione per ripensare le spiagge della Sicilia - QdS

Mare privatizzato, scatta l’ora della concorrenza. Occasione per ripensare le spiagge della Sicilia

Antonio Leo

Mare privatizzato, scatta l’ora della concorrenza. Occasione per ripensare le spiagge della Sicilia

mercoledì 10 Agosto 2022 - 06:50

Entro il 2024 fine delle proroghe agli stabilimenti: la grande opportunità delle gare per liberare le coste dal cemento

PALERMO – Dove non è inquinato, spesso è “sbarrato” alla libera fruizione. È il paradosso del mare siciliano che nel corso dei decenni è diventato sempre più di difficile accesso, in parte perché reso di fatto un bene pubblico di dominio privato. A confermarlo ancora una volta è l’ultimo rapporto di Legambiente che fotografa lo stato delle spiagge isolane: il 22,4% di costa sabbiosa è occupato da stabilimenti balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici. Una percentuale che sale drasticamente in alcune zone come Mondello dove arriva al 66,5% oppure come alla Plaia di Catania, dove sostanzialmente ci sono soltanto tre spiagge libere gestite dal Comune e il resto del litorale è occupato, legalmente certo, da decine e decine di lidi che nel tempo hanno eretto una vera e proprio “barriera” di cemento tra l’arenile e il Viale Kennedy.

La media del 22% in sé non sarebbe nemmeno così alta, ma va fatta un’analisi più approfondita. Anzitutto, sempre secondo l’associazione del cigno, in Sicilia ci sono 73 km su 425 di costa sabbiosa sottratti alla balneazione per inquinamento: il 17,5%. Il totale fa salire la spiaggia non fruibile liberamente al 40%, ma il fenomeno è molto più esteso se si considera che ci sono ampi tratti di litorale con villette e altri edifici privati costruiti proprio in prossimità della riva… CONTINUA LA LETTURA. QUESTO CONTENUTO È RISERVATO AGLI ABBONATI

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI
ABBONATI PER CONTINUARE LA LETTURA

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684