Mense scolastiche, in Sicilia rincari del 2% - QdS

Mense scolastiche, in Sicilia rincari del 2%

Serena Giovanna Grasso

Mense scolastiche, in Sicilia rincari del 2%

sabato 22 Febbraio 2020 - 00:00

Cittadinanzattiva: nell’Isola si spendono 622 € l’anno per la scuola dell’infanzia e 649 € per la primaria. Trapani è la provincia in cui il servizio ha un costo medio superiore (6 € a pasto, 1.078 € l’anno)

PALERMO – Aumenta il costo delle mense scolastiche in Sicilia: infatti, secondo i dati contenuti all’interno del report 2019 “Tariffe e qualità mense scolastiche” di Cittadinanzattiva, per l’anno scolastico in corso il costo del servizio è aumentato rispetto all’anno precedente del 2,73% per le scuole dell’infanzia e del 2,65% per la scuola primaria.

Nel dettaglio, una famiglia siciliana sborsa 622 euro l’anno per il servizio mensa del bambino che frequenta la scuola dell’infanzia, pari a 69 euro al mese e 3,45 euro a pasto (esattamente 17 euro in più rispetto ai 605 euro mediamente spesi durante l’anno scolastico 2018/2019). Se, invece, il bambino frequenta la scuola elementare, si pagheranno in media 649 euro l’anno, corrispondenti a 72 euro al mese e 3,61 euro a pasto (anche in questo caso 17 euro in più, rispetto ai 632 euro pagati durante l’anno scolastico precedente).

A livello provinciale, Trapani è la provincia in cui il servizio ha un costo medio superiore: infatti, ogni pasto costa in media 6 euro sia nella scuola dell’infanzia che in quella primaria (esattamente il doppio rispetto ai 3 euro registrati nei due livelli a Messina), che si traducono in 120 euro al mese e 1.078 euro l’anno. Ragusa e Catania, invece, sono le due province in cui il costo medio del servizio mensa appare più esiguo: infatti, si parla rispettivamente di 2,20 euro e 2,30 euro a pasto, per un complessivo di 44 e 46 euro al mese, ovvero 396 e 414 euro l’anno. In generale, nelle nove province siciliane il costo della mensa è uguale per le scuole dell’infanzia e per le primarie, l’unica provincia in cui si osserva uno scostamento è Enna: infatti, si spendono 2,29 euro a pasto per la scuola dell’infanzia (ovvero, 46 euro al mese e quindi 412 euro l’anno) e 3,67 euro per la scuola primaria (per un totale di 73 euro al mese e 661 euro l’anno).

Nonostante l’incremento registrato rispetto all’anno scolastico precedente, in Sicilia si spende comunque meno rispetto alla media nazionale (pari a 735 euro l’anno per le scuole dell’infanzia e 744 euro per la scuola primaria). L’Emilia Romagna è la regione in cui si spende di più in Italia: infatti, si spendono in media 943 euro l’anno per la scuola dell’infanzia e 952 euro per la scuola primaria.

Valori particolarmente sostenuti toccano anche la Liguria (865 euro per entrambi i livelli scolastici), Piemonte (874 euro per la scuola dell’infanzia e 839 euro per la scuola primaria), Lombardia (854 euro per le scuole dell’infanzia e 839 euro per la scuola primaria) e Basilicata (782 euro per la scuola dell’infanzia e 824 euro per quella primaria). D’altra parte, la Puglia è la regione in cui il servizio costa meno in Italia: infatti, in questa regione si spendono in media 586 euro per entrambi i livelli scolastici. A seguire, troviamo la Sardegna (con 606 euro l’anno per la scuola dell’infanzia e 640 euro per la scuola primaria), la nostra regione, la Campania (con 632 euro annui per entrambi i livelli scolastici) e Molise (644 euro l’anno sborsati in entrambi i casi). Mentre nel Friuli Venezia Giulia e nelle Marche si spende abbastanza poco nel caso in cui il bambino frequenti la scuola dell’infanzia (rispettivamente 644 e 599 euro l’anno), con un vistoso aumento nel momento in cui si passa al livello scolastico successivo (rispettivamente 703 e 694 euro annui).

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