Baracche Messina, la lunga strada verso il risanamento - QdS

Baracche Messina, la lunga strada verso il risanamento

Lina Bruno

Baracche Messina, la lunga strada verso il risanamento

giovedì 12 Novembre 2020 - 00:01
Baracche Messina, la lunga strada verso il risanamento

La legge nazionale per eliminare le baraccopoli di Messina non ha ancora visto la luce. Si pensa a un emendamento alla prossima Finanziaria, ma si temono nuovi rinvii

MESSINA – In attesa della legge nazionale, bloccata in Parlamento, che possa agire rapidamente e con efficacia per eliminare le baraccopoli messinesi, l’Agenzia per il risanamento e l’Amministrazione comunale proseguono con il loro Piano d’autunno. A settembre, il sindaco Cateno De Luca ha annunciato alcune questioni su cui si sta lavorando e che stanno andando avanti passo dopo passo.

“Abbiamo già sostanzialmente concluso su tre baraccopoli – dice Marcello Scurria, presidente di ArisMe – Annunziata Alta, Salita Tremonti e via Macello vecchio, nel senso che abbiamo fatto le assegnazioni e lo sbaraccamento in realtà è ancora in corso perché, una volta che consegniamo le chiavi, i residenti impiegano tra i quaranta e cinquanta giorni per andare via. Appena completeranno procederemo alla demolizione, nel frattempo martedì abbiamo pubblicato la graduatoria A di Fondo Fucile per 47 assegnazioni e abbiamo pubblicato la graduatoria parziale di Camaro sottomontagna per procedere poi a una demolizione in sicurezza, nel senso che abbiamo tolto alcune baracche residue che erano rimaste quando abbiamo fatto le precedenti assegnazioni nell’area. Con queste graduatorie speriamo di assegnare le case agli aventi diritto entro il 31 dicembre”.

Per la graduatoria B di Fondo Fucile si dovrà invece aspettare, perché con le prescrizioni anti Covid i tempi si dilatano visto che prima dell’accettazione e assegnazione devono essere visionate più case da parte dei fortunati in elenco. Per il totale sbaraccamento di Fondo Fucile, che presenta forse una delle situazioni più complesse, si dovrà aspettare quindi il 2021. Da cronoprogramma, entro il 30 giugno, dovrebbe arrivare il completamento dell’operazione di risanamento a Camaro Sottomontagna, che riguarderà 75 famiglie. Parallelamente, si dovrebbe procedere ad appaltare le opere di demolizione e smaltimento delle baracche.

Restano gli altri ambiti su cui intervenire, ma a questo punto si spera che arrivi la legge nazionale che dia i pieni poteri a un commissario straordinario. La notizia del rinvio a data da destinarsi della discussione, prevista per lunedì prossimo, alla Camera, della proposta di legge sullo sbaraccamento nella città dello Stretto su cui stava lavorando maggioranza e opposizione, ha lasciato perplesso Scurria. “È una legge – dice – che dovrebbe avere una corsia preferenziale, prevedendo un ‘modello Genova’, invece si continua a rinviare. Mi sembra una contraddizione in termini e mi dispiace per le persone che purtroppo dovranno aspettare ancora”.

Ma quali sono i motivi di questi ritardi? “La maggioranza la scorsa settimana – spiega Matilde Siracusano, deputata di FI – ha accampato la scusa dell’imminente arrivo in Parlamento della manovra Finanziaria. Provvedimento che, da calendario, sarebbe dovuto arrivare in Aula alla Camera il 16 novembre. La Commissione Ambiente di Montecitorio proseguirà i lavori con nuove audizioni, ma ormai, per esplicita volontà del Pd, del M5s, di Italia Viva e di Leu, la frittata è fatta. La proposta di legge è slittata a data da destinarsi, e la Legge di bilancio arriverà con tutto comodo, chissà quando”.

“A questo punto Forza Italia – ha concluso Siracusano – con lo scopo di velocizzare i tempi e con il sostegno della capogruppo Mariastella Gelmini, trasformerà la proposta di legge in emendamento alla finanziaria. Abbiamo l’appoggio di tutto il centrodestra. Vedremo se la maggioranza che sostiene il Conte bis dimostrerà una volta per tutte di voler risolvere il dramma di 2.500 famiglie messinesi che vivono da decenni nel degrado più assoluto. Finora abbiamo assistito soltanto a belle dichiarazioni e a costanti rinvii, adesso servono i fatti”.

L’ipotesi dell’emendamento alla Finanziaria, come alternativa al lungo percorso legislativo in Parlamento, era stata ventilata dai deputati Pietro Navarra del Pd e Francesco D’Uva del M5s anche nelle interviste rilasciate a settembre al QdS. Non ci dovrebbero essere quindi ostacoli, ma il condizionale è d’obbligo, visto che ci troviamo in piena emergenza, sanitaria ed economica, e l’agenda della manovra finanziaria ne sarà condizionata.

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