Messina, servizi di assistenza in crisi da Covid-19 - QdS

Messina, servizi di assistenza in crisi da Covid-19

Lina Bruno

Messina, servizi di assistenza in crisi da Covid-19

giovedì 19 Marzo 2020 - 00:01
Messina, servizi di assistenza in crisi da Covid-19

Le persone fragili, gli anziani e i disabili stanno soffrendo più di ogni altro l’isolamento forzato. L’impegno dell’Amministrazione comunale e le rassicurazioni dell’assessore Calafiore

MESSINA – Essere relegati a casa non è piacevole per nessuno, ma per alcuni l’isolamento a cui sta costringendo il killer invisibile Covid-19, è più duro che per altri. Sono le persone più fragili, gli anziani, i disabili, coloro a cui era garantito un servizio di assistenza e che lo hanno visto, nel giro di pochi giorni, messo a rischio.

I vertici dell’Azienda speciale Messina Social City, con l’attivazione del Coc, successiva ai Dpcm e alle varie ordinanze del presidente della Regione Nello Musumeci e del sindaco Cateno De Luca, hanno infatti deciso la sospensione dei servizi di assistenza scolastica, scuolabus, asili nido, centri socio-educativi, trasporto portatori di handicap. Gli ambulatori riabilitativi sono stati chiusi e non sono pochi i disagi per chi ha difficoltà a deambulare e in questo momento non può neppure fare richiesta di una riabilitazione a domicilio.

In un primo momento, forse per un errata interpretazione del Decreto o semplicemente per motivi organizzativi, era stato interrotto anche il servizio di assistenza domiciliare anziani, ma è stato ripreso vista l’importanza che riveste per una fascia di utenti così vulnerabile. Ma se da una parte ci sono anziani che vorrebbero un incremento del servizio, perché in questa situazione si sentono più in difficoltà del solito, ci sono quelli che hanno deciso di rinunciarvi per paura dei contatti con estranei.

“Il servizio prosegue – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Alessandra Calafiore – ma circa una settantina ne ha chiesto la sospensione temporanea per paura del contagio attraverso gli operatori. Abbiamo attivo un servizio telefonico di segretariato sociale e lavoriamo comunque a supporto della Protezione civile per le necessità di tutta la popolazione, che riguardano spesa, farmaci e altro tipo di richieste”.

“Abbiamo anche emesso un’ordinanza – ha aggiunto – per favorire la circolazione dei volontari, che possono così continuare a prestare attività con massima libertà”.

Tutti i servizi di volontariato continuano a lavorare sul territorio: dalla Caritas alla Comunità di Sant’Egidio, alla Terra di Gesù Onlus con il Buon Pastore e lo studio medico Help Center. Sono garantiti non soltanto i pasti, con il distanziamento nelle mense, ma anche l’igiene e l’erogazione dei farmaci gratuiti. Gli operatori sono quelli più esposti al rischio contagio e faticano ad avere quei presidi di protezione necessari, dalle mascherine ai guanti.

Per gli otto centri socio-educativi si sta studiando un modo per garantire un supporto ai minori e alle famiglie, con una modalità di erogazione del servizio compatibile con le restrizioni che l’emergenza Coronavirus richiede. “Si sta pensando – ha spiegato Cristina Cannistrà, assistente sociale e consigliere comunale in quota M5s – a un sostegno scolastico online. La funzione di base del servizio, che è garantire spazi di aggregazione e socialità, non è possibile assolverla ma la funzione secondaria è il percorso educativo e su questo si può ragionare come ovviare. Non sarà semplice perché non tutte le famiglie con disagio hanno strumenti informatici. Sarebbe importante anche attivare un supporto psicologico telefonico per le famiglie: l’isolamento lascerà un segno un po’ su tutti”.

Nella casa di riposo Casa Serena è stato sospeso il Centro diurno, è vietato l’ingresso a visitatori e familiari e le uscite degli anziani sono limitate al massimo e con il supporto di un operatore.

Nel centro di accoglienza notturno per i senza fissa dimora, Casa di Vincenzo, dopo il sopralluogo del medico competente, è stato ridotto il numero dei posti letti e ogni giorno vengono effettuati interventi di sanificazione. La struttura però non è più un ricovero per la notte, ma è aperta tutto il giorno proprio per consentire ai senza tetto di avere una casa dove stare protetti. Chi decide di uscire, però, non potrà rientrare per motivi di tutela di tutti gli ospiti presenti, ma anche in ottemperanza ad alcune regole sulla modalità di accesso e registrazione messe da sempre in atto.

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