Messina, tentata rapina sul treno, sgominata baby gang - QdS

Messina, tentata rapina sul treno, sgominata baby gang

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Messina, tentata rapina sul treno, sgominata baby gang

sabato 02 Ottobre 2021 - 08:00

Quattro misure cautelari, di cui due in carcere, disposte dal Gip peloritano nei confronti di quattro minorenni indagati per tentata rapina in concorso a un passeggero avvenuta all'altezza di Taormina

Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Messina e di Taormina, hanno eseguito quattro misure cautelari, di cui due in carcere, disposte dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Messina, nei confronti di quattro minorenni indagati per il reato di tentata rapina in concorso.

I giovani, tra i 15 e i 17 anni, tutti originari del Messinese, sono stati ritenuti responsabili di un tentativo di rapina avvenuta l’8 settembre scorso, ai danni di un passeggero, a bordo di un treno, nella tratta Messina – Catania.

I poliziotti dopo aver raccolto le testimonianze della vittima, un uomo di 43 anni, e di alcuni passeggeri e dopo aver visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle stazioni, sono riusciti a individuare gli autori, tre dei quali già noti alle forze dell’ordine, e a ricostruire la dinamica della rapina.

Mentre uno dei tre si era posizionato all’ingresso della carrozza dove viaggiava la vittima, al fine di bloccare l’accesso ai viaggiatori, gli altri ragazzi gli hanno intimato di consegnargli il denaro in suo possesso.

Al rifiuto dell’uomo, si sono scagliati contro di lui colpendolo ripetutamente al fine di sottrargli l’orologio e il borsello.

Solo l’intervento di due passeggeri, attirati dalle grida provenienti dalla carrozza attigua, ha posto fine all’aggressione e ha consentito di allertare, tramite il capotreno, gli agenti della Polizia Ferroviaria di Taormina, che hanno soccorso il malcapitato.

L’uomo, rimasto ferito nella colluttazione, ha riferito ai poliziotti che i giovani si erano dileguati scendendo dal convoglio.

Dopo l’individuazione della baby-gang due giovani sono stati condotti in carcere, mentre gli altri due minori sono stati collocati in comunità individuate dalla Direzione del Centro per la Giustizia Minorile della Sicilia.

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