Migranti, i medici, "In atto una deumanizzazione" - QdS

Migranti, i medici, “In atto una deumanizzazione”

redazione

Migranti, i medici, “In atto una deumanizzazione”

lunedì 22 Luglio 2019 - 09:56
Migranti, i medici, “In atto una deumanizzazione”

Hanno puntato l'indice contro le Istituzioni durante un incontro organizzato da Legambiente a Pozzallo, nel Ragusano, dal titolo "Salvare vite non è reato". Ma Salvini prosegue con la sua propaganda

“Lo smantellamento del sistema di accoglienza, l’abolizione della protezione umanitaria, lasciare in mare le persone per giorni sono tutti segni che è in corso una deumanizzazione istituzionalizzata del migrante”.

E’ la denuncia fatta da Medu (Medici per i diritti umani), in occasione dell’incontro svoltosi ieri sera a Pozzallo (Ragusa) sul tema : “Salvare vite non è reato. Per un Mediterraneo di pace e solidarietà”.

Un evento organizzato da Legambiente che ha visto la partecipazione, oltre che di Medu, anche di Medici Senza Frontiere, Mediterranea e SOS Mediterranée.

“E’ gravissimo ed assai amaro – ha detto Peppe Cannella, psichiatra del Team Medu Sicilia – che i migranti vengano lasciati in mare per giorni in attesa di poter entrare in un porto italiano, uomini donne e bambini per i quali viene detto che tanto non vi è un’emergenza medica. Non è forse un’emergenza l’aver vissuto eventi traumatici nelle prigioni libiche? Non sono un’emergenza le ferite visibili ed invisibili che queste persone si portano dietro, conseguenze di torture e trattamenti crudeli? Non è forse un’emergenza il rischio di far vivere loro una ri-traumatizzazione, negando loro l’accesso a cure adeguate?”.

“Purtroppo – conclude Cannella – il fatto che gli arrivi siano diminuiti significa solamente che un maggior numero di persone rimane intrappolate nelle carceri formali e informali della Libia dove avvengono continue violazioni dei diritti umani, ancora di più oggi che c’è una guerra in corso”.

Sordo a qualunque monito, il capo della Lega Nord e ministro dell’Interno Matteo Salvini continua con la sua propaganda e, dopo aver disertato tutte le riunioni sui trattati di Dublino che avrebbero potuto serenamente sistemare le cose, continua la sua personale guerra contro Francia e Germania, scrivendo: “L’Italia non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino e non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa”.

Lo ha fatto ieri, nel giorno in cui Sos Mediterranee e Medici senza frontiere hanno annunciato la ripresa delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale davanti alla Libia con una nave battente bandiera norvegese.

Siamo infatti alla vigilia della riunione convocata da Parigi e aperta ai 28 paesi membri dell’Ue per trovare una soluzione alla questione degli sbarchi. Nella bozza di proposta si sottolinea che gli sbarchi “dovrebbero essere effettuati il più rapidamente possibile, tenendo conto della vulnerabilità delle persone interessate e delle capacità di accoglienza nei porti di sbarco”.

Ciò che, insomma, dicono leggi, ragionevolezza e umanità.

Ma Salvini continua a tuonare, a esclusivo beneficio dei suoi fan, “Non firmerò mai un documento così”

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