A Modica monta la protesta dei ristoratori - QdS

A Modica monta la protesta dei ristoratori

Stefania Zaccaria

A Modica monta la protesta dei ristoratori

sabato 16 Gennaio 2021 - 00:00
A Modica monta la protesta dei ristoratori

In piazza, esasperati dalle restrizioni e dall’incertezza del continuo “cambio di colore”, lanciano l’allarme: “O si muore di Covid o ci fanno morire di fame”. Al loro fianco, il sindaco Ignazio Abbate

MODICA (RG) – “Io la mattina mi alzo e non posso rimanere senza fare niente. Sono una persona che rispetta le norme ma ci devono mettere nelle condizioni di andare avanti. Abbiamo famiglie, le restrizioni ci penalizzano mentre altre attività quasi analoghe sono autorizzate”.

Il grido di Roberto Pulino, ristoratore di Modica, è uguale a quello di migliaia di persone, in tutta Italia. L’emergenza sanitaria ne ha creato un’altra, altrettanto pericolosa, quella economica che porta con sé anche quella sociale. È per questo che il proprietario di una trattoria di Modica è sceso in piazza, ormai esasperato dalla chiusura forzata e dai Dpcm che al ‘cambio colore’ non associano però i giusti ristori per chi la crisi la vive ormai da marzo scorso.

“Malgrado il malessere rimaniamo tutti a casa – ha detto Roberto Pulino –. Ora basta, è l’ora di manifestare il nostro disagio. Siamo circondati da tante parole, bisogna passare ai fatti. Siamo pacifici ma arrabbiati. O si muore di covid o ci fanno morire di fame”.

Anche altri ristoratori si sono uniti alla protesta silenziosa del ristoratore modicano e hanno manifestato il proprio dissenso per alcune scelte governative. Al loro fianco anche il sindaco di Modica Ignazio Abbate, che è sceso in piazza per portare la sua solidarietà all’intero comparto.

“Piena solidarietà – ha evidenziato il primo cittadino Abbate – al nostro concittadino e a tutti i ristoratori che dopo aver rispettato ogni dettame di legge, si sono visti ugualmente chiudere le attività, quasi additati di essere i principali responsabili del diffondersi del virus. Ora, in attesa di ristori promessi e mai arrivati, molti di loro non riapriranno più. Un dramma nel dramma che si aggiunge a quello sanitario e umano che stiamo affrontando ormai da quasi un anno. Quanti di loro saranno in grado di rialzare la saracinesca una volta passata l’emergenza? Ho ascoltato con attenzione le rivendicazioni di Roberto Pulino e di tutti gli altri ristoratori che sono arrivati per portargli solidarietà. Trovo – ha continuato il sindaco – che siano rivendicazioni fondate e che la politica dei piani alti dovrebbe recepire prima che sia troppo tardi. Come comune di Modica abbiamo cercato di fare il massimo per ogni categoria produttiva di questa città, ma siamo consapevoli che i nostri sforzi, da soli, non possono bastare”.

In piazza, insieme ai ristoratori, anche i rappresentanti dell’Associazione Mio che hanno lamentato “l’inadeguatezza dei ristori, la cattiva informazione che vede i ristoratori additati come untori del Covid, l’ostracismo della politica nei loro confronti”.

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