“Mumble mumble...” due funerali e mezzo tra risate e riflessioni - QdS

“Mumble mumble…” due funerali e mezzo tra risate e riflessioni

redazione

“Mumble mumble…” due funerali e mezzo tra risate e riflessioni

giovedì 20 Febbraio 2020 - 00:00
“Mumble mumble…” due funerali e mezzo tra  risate e riflessioni

Emanuele Salce narra impudicamente la celebrazione per suo padre, Luciano, che dovette gestire da solo dopo una nottata di eccessi etilici. E quella per il padre "putativo" Vittorio Gassman

CATANIA – “Mumble mumble…” è uno spettacolo, come ha scritto Franco Cordelli su “Il Corriere della Sera” “di profonda radice comica, o meglio umoristica, meglio ancora sarcastica”. Non per niente è stato accostato ai lavori di Carlo Verdone in “Tali e quali”, Roberto Benigni in “Cioni Mario” e Fiorello. Una rappresentazione, in scena domani, sabato e domenica al Must di Catania, in cui Emanuele Salce narra impudicamente le vicende di due funerali e mezzo (e le gesta dei protagonisti che in quei giorni si distinsero…).

Le cerimonie in questione sono quella per suo padre, Luciano Salce, arrivato quando Emanuele aveva poco più di vent’anni e, reduce da una nottata di eccessi etilici, si trovò a dover gestire da solo l’accadimento affrontando, nelle condizioni peggiori, una realtà a lui sconosciuta e assai scomoda fra para-parenti a caccia di lascito, addetti alle onoranze funebri che lo inseguivano con cataloghi di bare e la ragazza per cui spasimava che non gli si concedeva. L’altro funerale è quello del padre putativo Vittorio Gassman, marito della madre, vissuto invece da Emanuele come trentenne più lucido e consapevole, in un vero e proprio Carnevale del sacro e del profano, fra autorità politiche improbabili e presenzialisti d’ogni risma: dai colleghi minori, a venditori d’automobili, religiosi frustrati, furfanti che nella calca stappavano bottiglie di vino pregiate per concludere il tutto con la semifinale degli Europei di calcio del 2000 Olanda-Italia, con scene da stadio.

Salce, mattatore dello spettacolo, ha accanto una degna spalla. A fare da contraltare in scena lo spettatore-regista Paolo Giommarelli, ora complice, ora provocatore della confessione, capace di passare con candida disinvoltura da Achille Campanile a Petrarca fino a un trattato di procto-gastroenterologia.

Un atto unico di risate e di sospese riflessioni, che allieterà il pubblico del Must al suo quinto appuntamento della stagione teatrale 2019/2020.

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