Muore il 2020 con quattro cancri - QdS

Muore il 2020 con quattro cancri

Carlo Alberto Tregua

Muore il 2020 con quattro cancri

giovedì 31 Dicembre 2020 - 00:00

Incapacità di cure adatte

L’epidemia economica sta creando milioni di nuovi poveri perché non c’è ristoro di sorta che possa compensare la perdita dei redditi. Ci riferiamo a tutto il settore delle partite Iva (professionisti, imprenditori piccoli e medi, artigiani, agricoltori e altri) i quali, dal blocco del mercato, si sono visti chiudere le loro attività.
Si dirà che la salute viene prima dell’economia. Questo non è vero, perché i due diritti costituzionali, alla salute e al lavoro e quindi alla sua remunerazione, hanno pari dignità. Ed è proprio su quest’uguale dignità che doveva intervenire il Governo, il quale invece pavidamente ha ascoltato i cosiddetti scienziati, i quali, dal loro punto di vista, ovviamente, predicano la chiusura di tutto.
D’altro canto, si capisce la loro posizione, perché continuano a ricevere i loro emolumenti senza alcuna decurtazione. è facile predicare la chiusura di tutto quando non se ne ha alcuna conseguenza economica e sociale, mentre la conseguenza è a carico di tutti coloro che sono stati fortemente penalizzati.

In quest’ultimo editoriale dell’anno, voglio ricordare che sono inalterati i gravi problemi del nostro Paese: evasione fiscale, sommerso, corruzione e mafia.
Per lottare questi fenomeni negativi ci vorrebbero presidenti del Consiglio e ministri di alto profilo morale e con grandi competenze, capaci di vedere al di là del proprio naso, in una prospettiva di medio e lungo termine.
Purtroppo questa materia prima non è disponibile e non c’è stata, con la conseguenza che i quattro cancri sopra elencati sono lì, tutti interi, essendo stati solamente scalfiti da una politica mediocre, praticata da nani e ballerine che hanno governato il Paese in questi ultimi decenni.
La situazione è grave, ma non seria, sosteneva Ennio Flaiano. Non è seria perché di fronte ai veri problemi ci vogliono veri statisti, di cui il popolo italiano allo stato attuale non dispone per propria responsabilità, in quanto in passato ha votato e inviato al Governo e al Parlamento persone che ci duole definire mediocri.
E così i quatto cancri sono sempre lì, luminosi e splendenti di fronte a degli impotenti.
Vi sono altri grandi problemi che soverchiano l’Italia. Il primo è la grande differenza fra Nord e Sud, indicata da dati incontrovertibili: il reddito pro capite, il Pil pro capite, il tasso delle infrastrutture, il coefficiente di digitalizzazione delle Pubbliche amministrazioni, il trattamento dei rifiuti solidi urbani che al Nord producono energia e al Sud e nelle isole producono inquinamento, una gestione pubblica che nel Nord è sufficiente e nel Sud è totalmente deficitaria.
I problemi in rassegna sono strutturali e non possono essere affrontati con le iniziative prese giorno per giorno. Hanno bisogno di piani poliennali, anche impopolari, che questi governanti non sono capaci neanche di pensare: primo, perché non hanno cultura; e secondo, perché essendo estremamente deboli non riescono a distriscarsi dal consenso quotidiano, che cercano di scoprire attraverso infausti sondaggi. Cosicché la malattia peggiora e la malata, cioè l’Italia, va sempre peggio.

In questo quadro, però, fatta l’analisi cruda e nuda, non ce la sentiamo di non spendere pensieri ottimistici, rilevando quanto accaduto nella storia degli ultimi cinquemila anni, partendo dalla civilissima Cina di cinquanta secoli fa per arrivare al centro della cultura mondiale che fu la Grecia di ventiquattro secoli fa e poi all’Impero romano e, vicino ai nostri giorni, all’Impero britannico che, ricordiamo, ancora oggi – seppure in via del tutto teorica – è l’unico che rimane. Infatti, la Regina Elisabetta II è capo di ben cinquantatré Stati che formano il Commonwealth.
Tornando a noi e consci che periodi scuri e bui ci sono stati nella storia del mondo e del nostro Paese, dobbiamo avere l’ottimismo della volontà che ci fa guardare con sufficiente certezza verso un ritorno a una fase positiva.
Certo, con governanti bravi essa arriverebbe già da domani. Con questi, forse, arriverà dopodomani.
Comunque auguri a tutti, perché con la forza di volontà si ottiene quello che vogliamo. Basta metterci tanto olio di gomito e sperare in un pizzico di fortuna.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684