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A Niscemi un assegno civico per chi è in difficoltà

redazione

A Niscemi un assegno civico per chi è in difficoltà

Chiara Vilardo  |
martedì 27 Febbraio 2024

L’obiettivo è favorire l’integrazione sociale, grazie allo svolgimento di un’attività di pubblica utilità, per una durata massima di tre mesi. Il lavoro prevede un impegno di 5 giorni a settimana per un massimo di 25 ore

NISCEMI – Il Comune di Niscemi ha pubblicato un avviso per l’accesso al beneficio “Assegno civico” in favore di cittadini, residenti e famiglie che versano in stato di disagio socio-economico.

L’obiettivo dell’assegno è quello di favorire l’integrazione sociale mediante un impegno lavorativo a favore della collettività, attraverso, cioè, lo svolgimento di attività di pubblica utilità, avente la durata massima di tre mesi. In particolare, i destinatari dell’assegno saranno impegnati nella pulizia e piccola manutenzione degli edifici comunali, manutenzione del verde pubblico e del patrimonio comunale e qualsiasi altro servizio che l’amministrazione riterrà opportuno avviare.

Come fare domanda per l’Assegno civico

Il Comune ha individuato 92 beneficiari da ammettere nella graduatoria di merito che verrà stilata ai fini dell’assegnazione finale dell’assegno. L’istanza di partecipazione, presentata come dichiarazione e compilata secondo l’apposito modulo, dovrà essere sottoscritta dall’aspirante. Per poter inoltrare domanda si richiede il possesso della cittadinanza o della residenza e/o regolare permesso di soggiorno; un’età massima di 65 anni; stato di disoccupazione e reddito Isee non superiore a 9.600 euro annui. L’apposito modulo per presentare la richiesta dovrà essere ritirato presso la Ripartizione politiche sociali e culturali di Niscemi oppure scaricato dal sito istituzionale del Comune. L’istanza va presentata entro e non oltre il 4 marzo 2024.

Svolgimento di un’attività di utilità sociale

Il conferimento dell’assegno, come precisato, è subordinato allo svolgimento di un’attività di utilità sociale, ragione per la quale, nel caso in cui l’intestatario della scheda anagrafica risulti impossibilitato a svolgere l’attività di pubblica utilità per patologia, dovrà provarlo attraverso una certificazione medica sanitaria rilasciata da struttura pubblica, e l’incarico passerà di conseguenza al coniuge/convivente, oppure, sempre nel caso di impossibilità comprovata anche di quest’ultimo, ad altro componente maggiorenne del nucleo. Il contributo previsto dall’assegno è di 500 euro mensili per la durata massima di tre mesi.

I beneficiari saranno impegnati nelle attività di utilità sociale per cinque giorni lavorativi per un massimo di 25 ore. La mancata esecuzione delle attività lavorative previste o di uno o più dei requisiti richiesti sarà causa di esclusione e di mancata erogazione dell’importo, come pure l’interruzione delle stesse, se non per gravi e comprovati motivi. In tal caso al soggetto sarà corrisposto un contributo proporzionale al periodo di attività effettivamente prestata.

In base alle domande presentate verrà stilata una graduatoria formata sulla base di un punteggio attribuito a partire dalla fascia di reddito più bassa fra i richiedenti, dal numero dei componenti del nucleo familiare, da eventuale disabilità del richiedente, perdita del lavoro del richiedente negli ultimi due anni o dalla perdita di chi produceva reddito all’interno del nucleo familiare. In caso di parità di punteggio, sarà data priorità ai più giovani.

Tentativo di integrazione sociale dei beneficiari

Le attività svolte dai beneficiari non comportano alcun tipo di effettivo rapporto di collaborazione lavorativa con il Comune, né di lavoro subordinato o autonomo. Si tratta, infatti, di mansioni che rappresentano un tentativo di integrazione sociale dei beneficiari, al fine di superare lo status di mero soggetto passivo del sussidio. È un aiuto che nasce con l’intenzione di costituire un primo passo verso un’integrazione che sia poi lavorativa. L’amministrazione provvederà in ogni caso ad attivare nei confronti dei beneficiari l’assicurazione per responsabilità civile verso terzi e la copertura oneri Inail, la visita medica e il corso di formazione-informazione.

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