No agli scialacquatori che fanno nuovi debiti - QdS

No agli scialacquatori che fanno nuovi debiti

Carlo Alberto Tregua

No agli scialacquatori che fanno nuovi debiti

venerdì 24 Maggio 2019 - 00:00

Europee, votare con consapevolezza

L’Europa è diventato il nemico degli scialacquatori, di coloro che continuano ad allargare la spesa pubblica sul versante di quella corrente e non verso gli investimenti.
Che si debba distribuire la ricchezza con equità, sostenendo le fasce deboli e bisognose, non vi è il minimo dubbio. Queste spese, però, non devono essere addizionali alla montagna di quelle correnti, nelle quali si annidano enormi sprechi e grandi inefficienze. Bisogna sostenere chi ha bisogno, tagliando contemporaneamente tali sprechi e inefficienze. Questo dovrebbero fare governi e maggioranze responsabili.
Invece, assistiamo ai proclami consistenti nel venir incontro a chi ha bisogno, ma impera il silenzio assoluto sui tagli alla parte inutile della spesa corrente che ammonta a decine di miliardi.
L’incapacità di governi e maggioranze degli ultimi decenni di tagliare la spesa corrente inutile è conseguenza della loro pochezza culturale che li spinge a cercare il consenso giorno per giorno e non su programmi pluriennali.

John Maynard Keynes è stato un fautore dell’indebitamento di uno Stato, ponendo però una condizione precisa: esso deve servire alla costruzione di infrastrutture e al sostegno di investimenti, mai verso la spesa corrente.
Molti ignoranti lo citano per giustificare la voglia che hanno di spendere di più, per accontentare i loro clienti, dimostrando malafede perché distorcono il pensiero del grande economista.
Ciarlatani cercano il nemico nell’Unione europea e la additano al Popolo ignorante come la causa dei mali del nostro Paese. Si comportano come quel malato che ha la febbre e la addebita al termometro.
L’Unione europea è composta da 28 Paesi, fino a quando la Gran Bretagna non uscirà, i capi di Stato e di governo riuniti nel Consiglio d’Europa devono decidere quasi tutto all’unanimità, ma vi sono materie che si possono decidere con maggioranze qualificate.
Tale organismo ha l’ultima parola rispetto a provvedimenti che il Parlamento europeo approva, con la conseguenza che quest’ultimo è ad efficacia limitata. Conseguenza è una democrazia europea azzoppata.
Il Partito di maggioranza relativo nel Parlamento indica colui che dovrà presiedere la Commissione europea, cioè l’organo esecutivo, come fosse il governo di un Paese.
Ognuno degli altri ventisette partners ha il diritto di nominare un commissario, l’equivalente di un ministro. Ovviamente vi sono commissari destinati a materie importanti ed altri a materie secondarie.
Prevalgono quei candidati non solo supportati dai propri Paesi che pesano, ma che riescono ad avere il consenso di altri Paesi. Ecco perché è sciagurato il comportamento di chi vuol fare la guerra all’Europa anziché mediare, chiedere, sostenere e attivare tutte quelle azioni utili a perseguire il risultato, cioè un dicastero importante per l’Italia.
L’attuale commissario, Federica Mogherini, nominato dal governo Renzi, con la qualifica di Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, non ha praticamente molto da fare.
Non sappiamo se il governo in carica e il suo presidente hanno la capacità ed il carisma per ottenere prossimamente un incarico di peso all’interno della nuova Commissione che si insedierà probabilmente il primo novembre prossimo. Fino a tale data l’attuale Commissione resterà in carica.

Chi parla di fare ulteriore debito, di sforare il tre per cento, di aumentare quello esistente, ammontante a 2.358,8 miliardi (marzo 2019), non spiega agli elettori che esso dovrà essere pagato dalle future generazioni.
Fare nuovo debito è un comportamento egoistico perché consente di spendere oggi, ma quella spesa dovrà essere pagata dalle successive generazioni.
Salvini sosteneva che la politica di austerità ha fatto aumentare il debito degli ultimi decenni. Questa ultima circostanza è vera, mentre falsa è la motivazione. Il debito è aumentato non per fare sviluppo, bensì per elargire denaro a destra e a manca ai famelici comprimari di una classe politica incapace e corrotta.
La chiave di volta è il taglio della spesa corrente inutile e inefficiente. Questo va detto agli elettori. Ma tacciono colpevolmente.

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