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Nuova occupazione, in estate in Sicilia “comandano” i servizi

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Nuova occupazione, in estate in Sicilia “comandano” i servizi

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martedì 29 Giugno 2021 - 12:12

Dalle rilevazioni di Unioncamere la quasi totalità delle assunzioni estive avverrà nel commercio, turismo e nei servizi a persone e imprese.

Nulla di nuovo sotto il sole di Sicilia per quanto riguarda il mondo del lavoro. Come da tradizione, l’industria non riesce a decollare, e si gioca tutto nei servizi, che sia commercio, servizi alle imprese o alle persone. Un dato su cui riflettere, per cercare politiche che possano aiutare le aziende che decidono di investire in Sicilia a farlo con sempre maggiore convinzione e propensione verso una capitalizzazione a lungo termine.

I dati più recenti raccolti dal sistema informativo Excelsior implementato da Unioncamere con l’Anpal, agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, parlano chiaro: meno del 30% delle entrate previste, in termini di assunzioni, per il mese di giugno riguardano l’industria.

Si parla, infatti, di un totale di quasi 30 mila entrate, di cui soltanto 7.500 sono da ascrivere al settore industriale, equamente suddivise tra manifatturiero, public utilities e costruzioni. Le costruzioni continuano quindi a mantenere un primato, mentre stentano a prendere quota tutti quegli ambiti, come quello tecnologico, che potrebbero veramente vivere una stagione d’oro, sia oggi che in futuro.

Dall’altra parte, quasi 22 mila entrate andranno al settore dei servizi, suddivise tra turismo (6180), servizi alle imprese (6530), commercio (4980) e servizi alle persone (4160). Se si leggono i dati secondo l’area funzionale di riferimento, il 43% delle assunzioni riguarda la produzione di beni e l’erogazione di servizi, il 23% il commercio e la vendita, il 14% le tecniche di progettazione e altrettanto la logistica, e il 3% alla direzione e servizi generali, così come all’area amministrativa.

Le nuove assunzioni previste saranno in buona parte espletate con contratti di lavoro dipendente (91,5% in media). Le competenze richieste sono varie, e solo nel 15% dei casi non è richiesto alcun titolo specifico. Al contrario, solo al 10% dei candidati è richiesta una laurea, mentre per il resto è richiesto un diploma di scuola superiore di secondo grado o una qualifica di formazione o diploma professionale.

I dati raccolti dal sistema Excelsior sono ormai un punto di riferimento per disegnare l’andamento del mercato di lavoro. L’indagine, che è inserita nel Programma Statistico Nazionale (UCC-00007) tra quelle che prevedono l’obbligo di risposta, dal 2017 è svolta con cadenza mensile, e a vent’anni dalla sua nascita il Sistema Informativo Excelsior si conferma una delle fonti più utilizzate per seguire le dinamiche quali quantitative della domanda di lavoro.

Per sfruttarne al meglio le potenzialità, dal 2017, si è innovato sia sotto l’aspetto metodologico che organizzativo per fornire indicazioni tempestive a supporto delle politiche attive del lavoro. A partire da maggio 2017, infatti, vengono realizzate indagini mensili sulle imprese adottando prioritariamente la tecnica di rilevazione Cawi (Computer Assisted Web Interviewing) e somministrando un questionario incentrato sui profili professionali e sui livelli di istruzione richiesti dalle imprese. La rete delle Camere di Commercio e InfoCamere-società di informatica del sistema camerale, assicurano la specifica attività di supporto alle imprese coinvolte nelle indagini.

All’indagine hanno partecipato più di 115.000 imprese, campione rappresentativo delle imprese con dipendenti al 2020 dei diversi settori industriali e dei servizi. I risultati dell’indagine sono disponibili a livello nazionale, regionale e provinciale per i settori economici ottenuti dall’accorpamento di codici di attività economica della classificazione Ateco 2007. La ripartizione delle entrate previste per “gruppo professionale” fa riferimento ad opportune aggregazioni dei codici della classificazione Istat cp 2011.

Michele Giuliano

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