Occorre funzionare a ritmo di metronomo - QdS

Occorre funzionare a ritmo di metronomo

Carlo Alberto Tregua

Occorre funzionare a ritmo di metronomo

giovedì 26 Maggio 2022 - 08:40

A scuola e nelle Università non si legge quasi mai il libro della Bibbia Ecclesiaste (Antico Testamento), ovvero Qoelet, il quale ricorda: “Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato… Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace…”.

Aggiungiamo noi, c’è un tempo per lavorare e c’è un tempo per svagarsi e divertirsi. C’è un tempo per studiare e apprendere e un tempo per produrre. Insomma, l’alternanza fra attività diverse, fra cose diverse, fra fatti diversi, è alla base della vita nell’Universo e delle specie che vi sono in esso: umana, vegetale, animale.

Naturalmente, la scienza non ha ancora decifrato in profondità la materia, per cui essa resta misteriosa e quindi non intellegibile. Ciò deriva dal fatto che ancora, nonostante gli enormi progressi scientifici, l’ignoranza umana è abissale.

Perché scriviamo quanto precede? Perché ogni persona adulta e di buonsenso dovrebbe stabilire quanta parte del proprio tempo vuole dedicare al lavoro e quant’altra, residualmente, al riposo e allo svago.
Qualcuno sostiene che la qualità della vita è scandita dai periodi di riposo, ma questo è vero solo parzialmente, perché anche un lavoro che si svolge con passione, con voglia di progresso e di raggiungimento di risultati può appagare come e più del divertimento e dello svago stesso.
Sappiamo benissimo che non tutti hanno la fortuna di fare il lavoro che amano o che amerebbero, però anche quando l’attività non è di proprio gradimento bisogna mettere ugualmente impegno per farla bene e produrre i necessari risultati.

Di questo si tratta, dei risultati. Oggi c’è tanta gente che lavora tanto per impiegare il tempo, soprattutto nel settore pubblico – ove però vi sono anche dirigenti, funzionari e dipendenti di grande valore e di grande impegno – mentre si dovrebbe sempre avere chiaro l’obiettivo che occorre raggiungere ogni giorno, ogni mese, ogni anno. Senza di esso sembra di vanificare il proprio tempo, prezioso.

Ora, si tratta di concordare come debba essere svolto il proprio lavoro, in qualunque campo – anche in quello artistico, professionale, imprenditoriale, artigianale – cioè sapere che per far bene e in modo produttivo, bisogna usare ordine e metodo in modo da ottenere il miglior risultato possibile, comparabile con l’obiettivo prefissato.

Ma non basta. Occorre anche che si stabiliscano i tempi entro cui svolgere certe attività, con la loro sequenza preordinata e temporizzata.
Prendiamo l’esempio di una grande orchestra sinfonica, operistica, di musica leggera, jazz e così via. Chi suona (a volte sono cento o centoventi professori) deve andare a tempo. Il tempo è scandito da un apparecchio – inventato da J.N. Mälzel, brevettato nel 1816 – e cioè il metronomo.
Esso è implacabile, non sgarra, costringe tutti a seguirlo, perché solo così si realizza il necessario amalgama e si dà vita a una musica melodiosa e armonica, delizia per le orecchie di chi ascolta.

Guai se un professore sgarra il tempo o una nota: il direttore di orchestra se ne accorge immediatamente e redarguisce il malcapitato.
Questo tipo di organizzazione, con i tre requisiti – ordine, metodo e tempo – si dovrebbe utilizzare in qualunque lavoro, non solo produttivo, cioè nelle fabbriche, ma anche nei servizi di ogni genere e tipo, nella Pubblica amministrazione e in ogni altro settore della Comunità.

Dobbiamo riconoscere che le Forze dell’Ordine (circa quattrocentomila persone) hanno un’organizzazione abbastanza vicina a quella indicata. Infatti dobbiamo volentieri dare atto che i risultati sono più che buoni e in qualche caso eccellenti. Non si capisce perché tale modello organizzativo non debba essere adottato da tutti, ma proprio tutti, i dirigenti e dipendenti pubblici di ogni livello.
Ovviamente, ordine, metodo e tempo sono essenziali anche nell’attività privata, ove il risultato misura l’efficienza e l’efficacia del lavoro.

Sembrano queste ipotesi immaginarie? Non crediamo, perché se così fosse stato, l’Umanità non avrebbe avuto i progressi che constatiamo in queste migliaia di anni.

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