Sì alle feste popolari, in Sicilia il turismo riparte dalla devozione - QdS

Sì alle feste popolari, in Sicilia il turismo riparte dalla devozione

Michele Giuliano

Sì alle feste popolari, in Sicilia il turismo riparte dalla devozione

sabato 19 Febbraio 2022 - 09:32

Si allentano le restrizioni, anche nell’Isola torneranno a essere celebrati i riti tradizionali. Nella notte tra il 14 e il 15 luglio, a Palermo verrà celebrato il culto di Santa Rosalia

PALERMO – I limiti imposti dall’emergenza sanitaria si stanno allentando, e per la Sicilia è arrivato il momento di spingere l’acceleratore sul settore turistico, anche attraverso la strada della devozione. È stato dato il via libera alle feste popolari e alle manifestazioni culturali di notevole interesse anche quando si svolgono in modalità itinerante e in forma dinamica. Lo ha annunciato l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, che si riferisce in particolar modo alla processione del Festino di Santa Rosalia a Palermo, alla processione di San Corrado a Noto, la Vara di Messina, la festa di Sant’Agata di Catania, quella di Santa Lucia a Siracusa, quella di San Calogero a Naro.

Queste le manifestazioni principali, ma sono tantissime le feste e gli eventi che, su tutto il territorio regionale, rappresentano un elemento cruciale delle storia e delle tradizioni isolane, che hanno una forte attrazione sul piano turistico. In Sicilia sono già pronti a ripartire i riti della Settimana Santa che nel 2020 e 2021 si sono interrotti a causa della pandemia. Anche per la famosa processione dei Misteri di Trapani, per la quale si punta anzi ad avviare un percorso culturale e attrattivo, in chiave turistica, che possa far fruire per dodici mesi l’anno delle bellezze e delle unicità legate ai gruppi sacri dei Misteri di Trapani.

La scelta fatta in Senato di far riprendere le autorizzazioni a questo tipo di eventi è nata dall’emendamento che ha come primo firmatario il senatore Luca Briziarelli della Lega, nonostante il parere contrario del governo Draghi. “Grazie al gruppo Lega-Senato e ai senatori degli altri partiti – ha detto Samonà – si dà voce alla richiesta che arriva dal Paese di andare oltre l’emergenza e tornare gradualmente alla normalità”. Sono tante le feste che caratterizzano la Sicilia e che la rendono famosa in Italia e nel mondo.

Nella notte tra il 14 e il 15 luglio, ogni anno a Palermo, viene celebrato il culto della santa patrona della città, Santa Rosalia, in ricordo del miracolo che salvò la città di Palermo dalla terribile epidemia di peste del 1624. Appuntamento imperdibile per ogni palermitano, è diventato meta di tanti turisti che vogliono vivere in pieno l’atmosfera che si respira nel centro del capoluogo siciliano quando passa la “Vara”.

Un’altra tra le più belle feste siciliane è certamente quella di San Corrado, patrono e protettore della cittadina barocca di Noto, in provincia di Siracusa, la cui processione si svolge ogni anno due volte, il 19 di febbraio e nell’ultima domenica di agosto, in cui viene ricordata la beatificazione del santo avvenuta il 28 agosto del 1515. L’urna, preceduta dalle confraternite e dai “cili”, grandi ceri decorativi sostenuti da fusti di legno che rappresentano la storia della vita del santo, viene portata a spalla dai portatori, seguiti dalla banda musicale e dai fedeli che scelgono di fare il loro voto nel “viaggio scausu”, a piedi scalzi, dalla propria città al centro.

Anche a Messina c’è la Vara, un grande carro votivo dedicato alla Madonna Assunta portato in processione il 15 agosto di ogni anno. Dal 2000, a supporto dell’organizzazione comunale, esiste il “comitato vara” che gestisce il traino e promuove iniziative religiose e culturali per far conoscere sempre più la grande festa dell’Assunta a Messina.

Non meno conosciuta è la festa di sant’Agata a Catania. Si svolge tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio, il 12 febbraio e il 17 agosto, e richiama ogni anno una grande quantità di fedeli e turisti.

A Siracusa, invece, si svolge la festa di Santa Lucia, il 13 e il 20 dicembre. Quella di dicembre è una festa molto sentita, che convoglia nella città siciliana una grande quantità di fedeli. Vi sono anche delle delegazioni di emigrati siracusani provenienti da diverse parti del mondo che tornano nella città natale o di origine appositamente per assistere alla festa della loro concittadina più illustre.

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